L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Una nuova settimana raccontata in dieci lettere. Un modo per fare il punto con quanto accaduto e cercare di riderne insieme. Anche perché le cose di cui arrabbiarsi non mancano e anche quelle per cui storcere il naso.

A come “amicizia” ma anche come “Amelia”. Questa domenica a Bagnoregio si sigla il patto d’amicizia tra le due città. Un’alleanza tra Alto Viterbese e Bassa Umbria che parla a chi sa leggere il futuro. Tutti gli altri si accorgeranno che tante cose stanno cambiando solo quando lo avranno davanti agli occhi. 

di “Bisentina”. E’ lei la vera star del momento. Basta scriverne mezza riga e iniziano ad arrivare in redazione email da mezza Italia. Una buona partenza per la riapertura.

C come “Capitano, mio capitano”. Attesa a Viterbo per l’arrivo di Salvini. Riattiverà le ex Terme Inps grazie a un’ampolla magica con l’acqua di Pontida. Dice.

C2 di “centrosinistra a Viterbo”. Qualcuno sa di cosa stiamo parlando?

D come “Di Luisa Andrea”. Forza campione, il 20 aprile al PalaMalè fa sognare Viterbo. Fallo anche per lui, a bordo ring, lato cielo. 

G di “George Clooney” a Viterbo. Qualche donna è svenuta, pure qualche uomo. 

I come “incazzatura”. Quella della settimana la vince Filippo Rossi. Un po’ perché è in campagna elettorale e un po’ perché il tema lo tocca davvero ha sparato a zero sulla scelta di Michelini di piazzare sotto i portici di Palazzo dei Priori non i quadri di Del Piombo ma l’ufficio immigrazione. 

N di “narcisismo”. Quanti dei politici viterbesi attuali alla fine, se guardi bene, sono tutto “ego, chiacchiere e distintivo?”. Mandagli un messaggio chiaro nell’urna, difendi la tua città. E ricorda: solo una sonora batosta può lisciare bene bene il pelo. 

S come “San Pellegrino in Fiore”. Dal 28 aprile al primo maggio la Viterbo più bella.

U come “Umberto Fusco”. Per primo iniziò, in tempi non sospetti, a tirare “il Carroccio” viterbese. Ora che è senatore della Lega ed è nel cerchio magico di Matteo Salvini in tanti vogliono salire sul carro. 

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Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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