L'alfabeto de La Fune - La top ten
Alfabeto
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Dalle cose che fanno più paura ai viterbesi alle gradite sorprese del Colle del Duomo. Tante energie si stanno muovendo in città e i prossimi mesi si preannunciano come carichi, molto carichi.

A di “asini”. A Blera qualche delinquente si è divertito a picchiarli e a farli uscire dalle recinzioni. Ma la vicenda potrebbe avere contorni abbastanza inquietanti. 

B come “Bertini Simone”. Il giovane viterbese ha onorato la sua città conquistando il titolo mondiale di Muay Thai e ora è pronto per volare in Thailandia. In bocca al lupo.

C come “centrodestra unito”. Chi troverà il coraggio di dire a chi è convinto di fare il sindaco unitario che a un certo punto dovrà fare un passo di lato?

C2 di “Colle del Duomo”. C’è una scintilla di novità importanti…

H di “Halloween”, sondaggio di Legambiente dimostra che la cosa che fa più paura ai viterbesi è l’amministrazione Michelini. 

L come “Legambiente”, “legateli tutti”, “ledere l’immagine di una città.

M di “marciapiedi da incubo”. Il malato è più grave del previsto. Continuate a scrivere a La Fune.

P come “Pirozzi Sergio”. Giovedì sarà a Viterbo per il suo libro … o forse più?

T di “torri medioevali”. In cinque anni di amministrazione Michelini nessun progetto significativo ha interessato la cinta muraria cittadina. L’unico risultato che si riuscirà ad ammirare prima della fine della consigliatura sarà la sistemazione della Torre di viale Raniero Capocci, quella che dopo il terremoto di un anno fa è stata interessata da un allargamento considerevole delle crepe. 

T2 come “truffa agli anziani”. Questa settimana l’episodio vergognoso di una signora 86enne a cui un finto maresciallo dei Carabinieri e un finto avvocato hanno portato via 600 euro e tutto l’oro che aveva in casa. Roba da arrestarli e buttare via la chiave. 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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