

VITERBO – A Palazzo Gentili hanno dato vita alla “grande ammucchiata” con il presidente Alessandro Romoli. Questo soprattutto per “salvare” la possibilità di potere tornare a governare nel capoluogo con le votazioni comunali in programma per il 2027. Ma lo sforzo per stare insieme in Provincia è stato mandato in pezzi con i recenti fatti di Civita Castellana.
Lì il centrodestra unito si sta mostrando una chimera. E questa specie di stomaco in grado di autodigerirsi, che è venuto alla luce nel 2022 per “mangiarsi” l’allora sindaco forzista viterbese Giovanni Arena, è tornato a produrre succhi gastrici. Questa volta rischia di esserci un’altra vittima (politica, naturalmente) eccellente. Si tratta di Luca Giampieri, già sindaco nel quinquennio al termine e figlio del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Massimo. Il rampollo di FdI dovrà lottare contro le sinistre, anche queste spaccate in due, ma soprattutto contro Forza Italia e Lega (è stato aggiunto, per l’occasione, anche un pizzico di Udc).
Considerando che Civita Castellana non sia proprio Tessennano. Considerando che Luca Giampieri non sia proprio un signor nessuno. Considerato che Fratelli d’Italia pesa quattro-cinque volte gli altri partiti (almeno in questo momento) … e considerando che nel capoluogo si vota tra un anno … La messa per Romoli che anche i meloniani hanno voluto celebrare qualche mese fa non è detto che sia ancora buona per “valere Viterbo”. Di sicuro non è bastata neanche per Civita Castellana.

















