La viterbese Fontana Grande al porto Mandraki di Rodi
fontana grande rodi
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STORIE - Un pezzo di Viterbo che brilla nell'Egeo. C'è la Fontana del Sepale ma manca tutto il contorno, anzi a pochi passi c'è l'azzurro del mare . Questa domenica vi raccontiamo la storia delle più celebre fontana viterbese, quella di piazza Fontana Grande, clonata e posizionata nell'isola greca di Rodi. Diversi viterbesi conoscono già questa strana cosa, ma vale la pena cercare di diffonderla a un pubblico maggiore.

STORIE – Un pezzo di Viterbo che brilla nell’Egeo. C’è la Fontana del Sepale ma manca tutto il contorno, anzi a pochi passi c’è l’azzurro del mare . Questa domenica vi raccontiamo la storia delle più celebre fontana viterbese, quella di piazza Fontana Grande, clonata e posizionata nell’isola greca di Rodi. Diversi viterbesi conoscono già questa strana cosa, ma vale la pena cercare di diffonderla a un pubblico maggiore.

Tra il 1309 e il 1522 i Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta, noti come cavalieri di Malta, costruirono nell’isola del Dodecanneso imponenti palazzi e fortificazioni. E si fecero aiutare da architetti italiani. I viterbesi che si spingono in vacanza su quest’isola hanno la sensazione di trovarsi un po’ nella propria città. E’ pieno di stemmi di papi che si trovano anche nella Tuscia. Ma questo è solo un pezzetto della magia.

Gli occhi si sgranano letteralmente quando si arriva davanti alla replica esatta della Fontana Grande, opera dello scalpellino viterbese Alfredo Maggini. Fu creata in scala uno a due per l’Esposizione Universale del 1911 a Castel S. Angelo a Roma e fu poi venduta a un notaio ebreo che la pose nel suo villino ai Parioli. Venne in seguito acquistata dal Ministero della Pubblica Istruzione che, a sua volta, la mandò a Rodi durante il periodo dell’occupazione italiana (1912-1943).

Da quel momento è collocata davanti al porto di Mandraki, dove tanti anni fa troneggiava il leggendario Colosso di Rodi.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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