'La Violenza Sottile', riflessioni dell'ideatore
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Dagli anni Novanta a oggi tanti i casi di abusi e violenze di genere nascosti all’ombra di una cultura inquietante anche nel Viterbese.

VITERBO – Il centro di anti violenza Erinna, dalla sua nascita negli anni 90, ha preso in carica migliaia di donne. Nel solo 2025, i casi sono stati 35 che si sommano a quelli del centro antiviolenza Penelope 32, dello stesso anno. A fianco a questi altri centri di antiviolenza agiscono a Viterbo e provincia. Una rete che, con il supporto delle istituzioni locali e nazionali, porta avanti una battaglia agli abusi e alle violenze di genere nascosti all’ombra di una cultura inquietante.

La mostra-premio internazionale delle arti la “Violenza Sottile” ha portato alla luce questa realtà. L’obiettivo dichiarato è una ambiziosa spinta culturale verso la sostanziale parità impossibile se la cultura stessa nasconde parole, gesti ed innuendi che sottendono disparità che feriscono
senza la consapevolezza del “carnefice”, appunto la violenza sottile.

Il risultato è stato cercato con molti approcci: in primo luogo grazie alla partecipazione delle operatrici dei centri agli incontri, intensi e importantissimi, con i ragazzi degli istituti Fantappié Egidi e Vanni. Non solo. Durante il vernissage, alla AEGallery*, via san Lorenzo 18 a Viterbo, sabato 7 marzo, e la premiazione finale, domenica 15 marzo, gli apprezzatissimi interventi delle delegate della provincia di Viterbo alla parità di genere, Dominga Martinez, e del comune di Viterbo, Melania Perazzini. Sono state affiancate da Marta Nori dell’associazione
Kyanos, che gestisce il centro Antiviolenza Penelope. La mostra premio, organizzata da Tuscia in Fiore, con la preziosa collaborazione di il Centro AntiViolenza Penelope, l’Associazione Erinna, l’Associazione Kyanos, Ordine degli Avvocati di Viterbo, Ombre festival, Istituto Fantappié, Istituto Egidi, Scuola Vanni, Istituto psicologico europeo, ha ricevuto proposte artistiche da Africa, America, Asia ed Europa.

Sono stati 9 giorni intensi tra attività didattiche, artistiche e ricreative. Oltre i sopra citati istituti con le visite guidate il programma ha previsto:
mercoledì 11 la proiezione del film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani”, venerdì 13 il Danza Viterbo, centro produzione e formazione diretto da Emanuela Boni e Massimo D’Alessio, ha presentato due toccanti performance di Beatrice Massacci, Clotilde Gori e Francesco Romano e un short movie prodotto in house. Sabato 14 la conferenza su “La Donna nell’Arte” per la FIDAPA condotta dalla direttrice artistica
di Tuscia in Fiore ETS, la professoressa Laura Principi, a cui ha partecipato anche la signora sindaca di Viterbo, Chiara Frontini.

Piccola nota: due rappresentanti di una associazione di Anguillara “Zitta Mai” che si dedica alla violenza di genere, nel pubblico della performance di venerdì, ha stabilito contatti sia con l’assessore ai servizi sociali di Viterbo, Rosanna Giliberto, che con Massimo D’Alessio del
centro danza per esportare le buone pratiche messe in campo. Anguillara è tristemente famosa per un caso di femminicidio: Federica Torzullo, l’ingegnera e funzionaria delle Poste di 41 anni, mamma di un bambino di 10 anni , uccisa lo scorso gennaio con 23 coltellate dal marito Claudio Carlomagno , dal quale la donna si voleva separare.

La serie di attività si è conclusa, domenica 15 marzo 2026, con la premiazione delle opere vincitrici.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sette vite spezzate in un lampo di fuoco e polvere.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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