
VITERBO – Parafrasando Vasco si può affermare che “c’è qualcosa che non va sotto il cielo di Tuscia”. E precisamente il punto sotto la volta celeste dove guardare sarebbe il portafoglio dei viterbesi. In queste ore uno studio del Centro Studi Tagliacarne-Unioncamere rende noto il valore della retribuzione pro-capite media da lavoro dipendente nelle varie province italiane, stilando anche una graduatoria nazionale.
Tra i luoghi d’Italia dove si guadagna meno troviamo il Viterbese, qui la retribuzione pro-capite media da lavoro dipendente viene calcolata in 4.031, 62 euro all’anno. Una roba da cadere dalla sedia. Peggio fa la sempre laziale Rieti con 3.094,93 euro. Fanno meglio città come Enna (5.109,87), Benevento (5.644,20), Nuoro (5.824,25), Frosinone (6.032,08), Caserta (6.227,89).
I più alti in classifica sono Milano (28.556,14 euro), Bolzano (18.898,22 euro), Bologna (18.208,75), Firenze (17.709), Roma (17.309,51 euro). Numeri e confronti che fanno venire serie preoccupazioni e proiettano ombre inquietanti sul futuro del territorio viterbese. Perché se si guadagna poco, oltre a consumare poco e avere problemi concreti e bisogno d’assistenza a tutti i livelli, si pagano anche poche tasse e anche il gettito nelle casse comunali diventa poca cosa e con “poca cosa” addio idee e progetti di rilancio.


















