

SUTRI – “L’arte non abita i centri: li diserta. Da sempre elegge i margini a propria capitale”. È con questa dichiarazione d’intenti, quasi un manifesto esistenziale, che si presenta al pubblico Tuscia Contemporanea, la nuova rete dedicata all’arte contemporanea nel Viterbese. Un progetto ambizioso, ma al tempo stesso leggero e profondamente radicato nel territorio, che mira a dare finalmente un nome e un filo conduttore a quel fermento creativo che, da tempo, scorre silenzioso sotto la superficie dei nostri borghi.
La Tuscia, del resto, non è nuova a certi “scandali” creativi. Dalle bizzarrie alchemiche del Sacro Bosco di Bomarzo alle architetture avveniristiche del Vignola a Caprarola, questa terra è sempre stata un laboratorio di modernità. Un’attrazione fatale che nel tempo ha spinto giganti come Balthus, Cy Twombly, Pier Paolo Pasolini, Sebastian Matta ed Enrico Castellani a eleggere questi luoghi a propria dimora. Oggi, a raccogliere questa eredità, arriva Tuscia Contemporanea.
Un organismo vivo, oltre le etichette
Il progetto, ideato dalla designer e imprenditrice Benedetta Bruzziches, non nasce come una fondazione rigida o un festival stagionale, ma come un organismo orizzontale. L’idea di base è semplice quanto potente: far uscire dall’ombra il lavoro di tanti artisti che hanno scelto la Tuscia come “buen retiro” per creare lontano dal frastuono globale.
“Mi sono accorta di quanti artisti, qui, lavorano in silenzio – spiega la fondatrice –. So cosa significa scegliere questa terra per creare lontano da tutto. Ma quello che fanno, nell’ombra, è troppo prezioso per restare invisibile”.
Si parte da Sutri: il “giardino” di Gregor Becker
Il battesimo ufficiale di Tuscia Contemporanea avverrà sabato 4 luglio a Sutri, negli spazi suggestivi del Museo di Palazzo Doebbing. A inaugurare il primo capitolo (TC n.1) sarà la mostra personale di Gregor Becker, artista tedesco di stanza a Soriano nel Cimino.
Il Giardino di Gregor — Coltivare la luce, curata da Antonio Arévalo, presenta un corpus di opere realizzate tra il 2015 e il 2026. Becker, con un passato da architetto del paesaggio, trasporta la pazienza della natura nelle sue opere: mosaici di carta dipinta a mano, composti da migliaia di tessere applicate con una cura meticolosa. Un lavoro di attesa e crescita che riflette perfettamente la filosofia del progetto: scegliere il margine non come rinuncia, ma come condizione essenziale per far germogliare l’arte.
Informazioni utili
La mostra sarà visitabile dal 4 luglio al 18 ottobre 2026, presso il Museo di Palazzo Doebbing in Piazza del Duomo a Sutri.
Orari: venerdì, sabato e domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Biglietti: Intero 10 euro, ridotto 8 euro.
Contatti: Per info e prenotazioni è possibile scrivere a museopalazzodoebbing@gmail.com o chiamare il numero 0761.1564320.
Un invito, quello di Tuscia Contemporanea, a guardare il nostro territorio non solo come scrigno di antichità, ma come un cantiere aperto del futuro, dove la bellezza continua, ostinata e silenziosa, a trovare casa.

















