La Tuscia fa innamorare, il messaggio di una donna inglese nella "bottiglia" dei social

Il mittente risponde al nome di Alison Pendlebury, nazionalità inglese. Vuole sposarsi nella Tuscia, portandosi il "futuro marito" naturalmente.
“Ci siamo fidanzati a Bolsena a giugno e vogliamo tornare a sposarci il prossimo giugno in una cerimonia civile. C’è qualche wedding planner che ci potrebbe aiutare con gli allestimenti”. Il messaggio non è stato messo in una bottiglia e affidato alle correnti del lago di Bolsena ma pubblicato sul gruppo Facebook Lago di Bolsena.
Il mittente risponde al nome di Alison Pendlebury, nazionalità inglese. E’ una donna che ha postato sul gruppo anche una foto di lei e del suo amore. Una Tuscia quindi che fa innamorare, in tutti i sensi. E che può trovare un mercato anche nel segmento dei matrimoni internazionali.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















