La Tuscia bersagliata dai topi d'appartamento, raffica di furti a segno nel Vetrallese
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VETRALLA - Chi viene colpito dall'azione dei malviventi spesso decide anche di non denunciare, avendo poca fiducia che possa servire a qualcosa. Un atteggiamento sbagliato perché le denunce sono l'unico modo per permettere alle forze dell'ordine di avere chiara la dimensione del problema.

VETRALLA – Almeno quattro colpi messi a segno, negli ultimi giorni, nel Vetrallese all’interno di ville. Tutte case vicine, nella frazione di Tre Croci. E’ solo l’ultima raffica di furti in abitazione che si registra nella Tuscia. Da settimane una serie importante, dal punto di vista numero, di colpi messi a segno praticamente in ogni area della provincia. Sui Cimini le persone sono esasperate, tanto che la questione è stata sollevata anche dai consiglieri d’opposizione a Carbognano, che hanno richiesto un interessamento del prefetto di Viterbo. 

Le cose non vanno meglio nei paesi della Teverina. Anche qui, negli ultimi mesi, sono stati diversi i casi di furto in casa. In alcuni casi i ladri hanno agito anche in pieno giorno. Nel weekend che ci lasciamo alle spalle le cose sono andate male anche nel capoluogo, con almeno una decina di appartamenti “ripuliti” di oro e contanti nella sola giornata di venerdì. Anche in questo caso diversi furti sono stati realizzati di giorno. 

Ladri in azione anche nella bassa Tuscia e ora il Vetrallese è finito nel mirino. Il senso di paura inizia a diventare una cosa seria, anche perché specie nei paesi la maggior parte della popolazione è rappresentata da persone anziane, più fragili anche sotto l’aspetto psicologico. Chi viene colpito dall’azione dei malviventi spesso decide anche di non denunciare, avendo poca fiducia che possa servire a qualcosa. Un atteggiamento sbagliato perché le denunce sono l’unico modo per permettere alle forze dell’ordine di avere chiara la dimensione e i confini del problema e magari organizzare più serrati controlli del territorio. 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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