
EDITORIALI – C’è un tempo per ogni cosa. Quello per i leoni, l’altro per le volpi ma anche uno per i polpi. La teoria del polpo recita che chi appartiene alla categoria deve essere lasciato cucinare nella sua acqua. Il Covid-19 è un elemento di rottura in tutti i contesti. Disegna nuovi approcci, dinamiche, prospettive, limiti e possibilità.
Anche la politica lo subisce e ne viene riformattata. Questo apre due strade possibili: quella dei politici che sapranno adattarsi, modificarsi e andare avanti e l’altra di chi continuerà ad avventurarsi nel mondo di oggi guardando dallo specchietto retrovisore. Uno stile di guida che implica il rimanere immutati e inevitabilmente andare a sbattere. Ecco questi sono i polpi.
Li sentiremo sostenere posizioni e tesi pre Covid e che nel mondo di prima magari potevano funzionare e infine assisteremo alla loro bollitura. Badate, non intendiamo fare un ragionamento di partiti destinati a finire cotti e altri a prosperare. Siamo consapevoli che ci sono realtà politiche avvantaggiate dal cambio di scenario e altre penalizzate, è la storia. Però siamo anche convinti che tutti i partiti, davvero nessuno escluso (anche se qualcuno fa di tutto per rendersi inutile e marginale), siano una risorsa potenziale per il Paese ed è quindi bene che sopravvivano. Per farlo però avranno bisogno di uomini capaci di ridisegnare nuove dimensioni di idee e azioni. Avranno bisogno di superare i polpi che sono destinati alla cottura ed evitare di farsi cucinare con loro.
Lo scenario che abbiamo davanti, inutile nasconderlo, è complesso. In tutte le situazioni difficili l’attenzione generale diventa più alta, la propensione elettorale al tifo da stadio si abbassa, le semplificazioni ideologiche della realtà perdono presa e funzionano meno nel fare da argine all’elettorato. Il consenso diventa molto fluido ma anche parecchio attento. Paradossalmente più razionale e meno istintivo. Più bisognoso di toni pacati, rassicuranti e propenso a un’etica pratica: testa bassa e lavorare. Paradossalmente è il sano istinto di sopravvivenza ad accendere l’elemento più utile a rimanere in vita che ogni uomo ha: l’intelligenza.
Attenzione, parliamo di elettorato vero. Logico che i sottopancia dei partiti, di tutti i partiti, non seguono queste regole. Definiamo sottopancia dei partiti l’insieme degli individui che, in un modo o nell’altro, trae vantaggi dalla vicinanza a una formazione specifica. Andiamo oltre.
Polpo è chi incarna una visione del mondo e un modo di raccontarla fuori dal tempo presente. Ovviamente non se ne rende conto e continua a battere i tentacoli a destra e a manca. Il tutto sotto lo sguardo indifferente dei molti che, magari non si contrappongono, non si espongono perché non si sa mai (anche questo è istinto di sopravvivenza), lo lasciano cucinare nella sua acqua. E l’acqua di cottura, nell’era post Covid, è fatta della pretesa di raccontare soluzioni semplici a problemi complessi. Dentro questo brodo ci troviamo la schizofrenia che ti porta ad assumere posizioni contraddittorie su tavoli diversi, la volontà di affermazione individuale anteposta all’interesse generale, il gioco allo sfascismo, la critica non costruttiva ma pretestuosa. Tutto questo è politicamente mortale in un periodo che tenderà a premiare i toni bassi, lo studio di soluzioni a problemi complessi, il senso di unità, l’annullamento di ogni tipo di nemico perché ora il nemico di tutti è nuovo e unico: il virus.
Si badi: è possibile incarnare questo atteggiamento indipendentemente dal partito politico di appartenenza. E sarà importante trovare in tutti i partiti politici esistenti nella nostra vita democratica uomini pronti a percorrere questo tipo di strada. Nei partiti svantaggiati da questo nuovo contesto saranno loro a diventare nuova classe dirigente. Perché chi non cambierà è destinato a finire bollito e in giro stiamo assistendo a tanti personaggi vittime e prigionieri delle maschere che si sono creati precedentemente. Una democrazia ha bisogno di tutto e di tutti, non certo però di teatranti che in tempi di crisi, perché questo è un tempo di crisi, possono razionalmente apparire grotteschi.


















