La strada del pareggio e la sconfitta di un territorio
image
800x120 (1)
Punto della situazione sul capoluogo della Tuscia. Che la critica possa essere da sprono.

Sarebbe interessante andare al voto oggi, per vedere qual è l’animo del capoluogo della Tuscia. Michelini meglio di Marini? Nel giugno del 2013 i viterbesi hanno detto sì. Ma ora? Il malumore inizia a serpeggiare tra le strade, i bar, i luoghi di lavoro di Viterbo.

La città non si schioda. È sporca da morire, al punto che il Comune di Viterbo ha multato di 8mila euro una ditta che ha in saccoccia un appalto milionario: quello della raccolta rifiuti. Divertente.

Il termalismo è stoppato da un braccio di ferro sui litri d’acqua. L’arsenico scorre nei rubinetti che è una meraviglia. Ci si lavano i vostri figli, ci bollite la minestra (perché prendere l’acqua delle casette per tutto è roba da Maciste) e ci fate il caffè.

Movimenti civici hanno tirato la volata al motto di “evviva la cultura”. E ora? Decime di associazioni agonizzano, non c’è uno straccio di criterio per l’assegnazione dei fondi e la consulta della cultura, strumento interessante di confronto, é schifata come l’aglio dai vampiri.

Abbiamo capito che “il Comune non è un bancomat”, non è chiaro al 100% se questa é una regola per tutti o solo per qualcuno. Non sono chiari i criteri che spingono alle scelte e non è chiaro se la porchetta di Viterbo è più buona di quella di Bagnaia.

Interi spazi della città sono in abbandono e diventati terreno di caccia per mendicanti e venditori abusivi di ogni cosa.

Le fontane? Farsi un giro sarebbe interessante. Il decoro urbano? E il centro storico? È nato anche un osservatorio, peccato si riunisca più raramente di quanto un ottantenne si unisce, poveretto, con la propria moglie.

E il lavoro? E il lavoro per i giovani? Ne conosco giusto … Vabbè, lasciamo perdere. Michelini contro Marini? Forse è ancora presto per fare un pronostico. Oggi è pareggio.

800 Confartigianato
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
asvis 2
monastero interno
Onda
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
lafune_300 x 600
Fune 300x300
POST FB 02
Masicar300x300-optimize