La spada della tiktoker De Crescenzo pende sulla testa di Viterbo, la città si divide
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VITERBO - La tiktoker Rita De Crescenzo divide la città di Viterbo. L'annuncio del suo arrivo, fissato in calendario per il prossimo 13 aprile, alle porte del capoluogo della Tuscia nella struttura di Tuscia Flower ha entusiasmato alcuni e fatto storcere il naso ad altri. 

VITERBO – La tiktoker Rita De Crescenzo divide la città di Viterbo. L’annuncio del suo arrivo, fissato in calendario per il prossimo 13 aprile, alle porte del capoluogo della Tuscia nella struttura di Tuscia Flower ha entusiasmato alcuni e fatto storcere il naso ad altri. 

Nei giorni scorsi un’intervista ai viterbesi in strada è stata fatta e mandata in onda anche all’interno di una delle trasmissioni di punta di Rete Quattro. Ha fatto emergere i “viterbesi” più o meno entusiasti dell’attenzione della De Crescenzo per Viterbo, ritenendo che i suoi pullman lowcost possano essere utili a riempire la città. 

Ma girando per i bar e le piazze l’umore non è sempre così ottimista, anzi. C’è infatti una abbondante parte di cittadini piuttosto preoccupata. Non tanto “dell’invasione stile Roccaraso” ma degli effetti sull’immagine della città che una simile iniziativa, con tutto lo strascico mediatico che è destinata a scatenare, possa avere.

Il ragionamento che in molti fanno è che Roccaraso non ne sia uscita bene. “Tu ci andresti a sciare lì?”, è la domanda che ti rivolgono a bruciapelo. “Andresti a passare qualche giorno di relax in un posto che sai potrebbe essere preso d’assalto e dove potrebbe diventare un incubo anche ordinare un caffè?”. Continuano a fare domande. 

Le perplessità sono anche sul tipo di turismo che la tiktoker attira, che sicuramente non è alto-spendente. “Alla fine non lasciano niente ma ti riempiono di problemi: dal traffico in tilt ai rifiuti che magari mettono anche dentro ai cestini ma poi lo smaltimento di quei rifiuti finisce nella Tari di noi viterbesi”, riflettono i più attenti. 

Per ora Palazzo dei Priori è rimasto in silenzio su questa notizia ma difficilmente potrà ignorarla a lungo e fare finta di niente. Roccaraso è stata presa alla sprovvista ma replicare a Viterbo quanto accaduto la prima domenica lì non sarebbe giustificabile a Viterbo. Se son fiori fioriranno il prossimo 13 aprile ma i dubbi non sono pochi. 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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