La rumba della giunta tecnica è iniziata
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Marcello Meroi nomina i tecnici e sfida la sua maggioranza in consiglio. La mozione di sfiducia è già stata apparecchiata dall'opposizione. Rimane da vedere se e quanti consiglieri di maggioranza vorranno sedere a quel tavolo.
Marcello Meroi

Habemus giunta tecnica. Il presidente Marcello Meroi ha firmato, questa sera, gli incarichi dei quattro nuovi assessori: Carlo De Angelis, Mauro Arena, Cesare Costa e Giuseppe D’Angelo. Poco prima si è visto costretto a revocare l’incarico agli assessori politici che ancora non si erano dimessi, praticamente tutti tranne i due di Fratelli d’Italia.

Da ora inizia la rumba della giunta tecnica. Un ballo senza tempo definito. In qualsiasi momento infatti l’orchestra della maggioranza in consiglio potrebbe perdere pezzi e mandare sotto Meroi, sfiduciandolo. La mozione di sfiducia già è pronta sulla scrivania del presidente del consiglio Francesco Bigiotti. A piazzarla i consiglieri d’opposizione, tranne Bengasi Battisti che ha preferito andarsene e si è dimesso.

Si chiude con questo passo una settimana rocambolesca. L’apice si è toccato ieri quando sullo scenario si è andata a profilare l’ipotesi di un ritorno della giunta a sette, quella vecchia, e un “abbiamo scherzato” da servire ai quattro assessori tecnici e ai cittadini. Tutta la giornata di ieri e buona parte di quella di oggi sono servite per dare tempo, ancora un po’, alla maggioranza per trovare una quadra. Non c’è di nuovo stata e allora Meroi ha varcato il Rubicone.

La sua Roma è il prossimo consiglio dove vedremo chi gli mostrerà il pollice verso. Gli assessori politici sono andati a casa, siamo sicuri che i consiglieri siano disposti a perdere la poltrona? 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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