
PERUGIA – Il paesaggio intorno al lago di Bolsena, lato umbro, è salvo. La conferenza dei servizi della Regione ha bocciato il progetto ‘Phobos’ a Orvieto. Per ora quindi, no ai 7 aereogeneratori da 6 Mw ciascuno tra Castel Giorgio e la città della rupe. Ogni pala sarebbe stata più alta del duomo d’Orvieto.
La valutazione negativa è stata comunicata dalla Regione, Direzione regionale Governo del Territorio, Ambiente e Protezione Civile, sul proprio sito. “La conferenza di servizi svoltasi in modalità sincrona – si legge – relativa alla valutazione dell’istanza di autorizzazione unica per la costruzione ed esercizio di un impianto eolico composto da 7 aerogeneratori da 6 Mw ciascuno, denominato Phobos, potenza nominale 42 Mw e relative opere civili ed elettriche connesse ed infrastrutture indispensabili – Comuni di Castel Giorgio e Orvieto (Tr) – società proponente Rwe Renewables Italia srl, si è conclusa con valutazione negativa”.
Una decisione accolta con grande entusiasmo soprattutto a Bolsena, comune fortemente turistico del lago. Il sindaco Andrea Di Sorte ha parlato “di vittoria dei comitati, dei cittadini, delle associazioni e delle istituzioni. Una notizia che va festeggiata”. Di Sorte definisce “defunto” il progetto Phobos.
Il plauso di Italia Nostra «I sette aerogeneratori da 6 Mw ciascuno dell’impianto eolico Phobos che rischiavano di alterare negativamente il paesaggio Orvietano e del Viterbese hanno ricevuto un no in conferenza di servizi regionale. L’idea di realizzare un impianto eolico nell’orvietano data addirittura dal 2012 ma già allora finì in un nulla di fatto data la contrarietà generale. Il nuovo progetto della Rwe Renewables Italia Srl è una versione ingigantita di quella vecchia idea, rispolverata sull’onda del Green New Deal della Ue. Questa volta l’iter autorizzativo si è concluso con una valutazione negativa, come reso noto dalla Direzione generale governo del territorio dell’Umbria”, si legge in una nota di Italia Nostra. “Un ottimo risultato per la regione, – dichiara Marco Sansoni, presidente Italia Nostra Umbria – che fa ben sperare per gli altri procedimenti autorizzativi in itinere che Italia Nostra considera altamente impattanti e controproducenti. Non siamo contro le rinnovabili e in particolare i pannelli solari, che vanno sistemati sui tetti dei capannoni e nelle aree industriali, ma certamente non vogliamo vedere sacrificati i nostri crinali a progetti eolici apparentemente speculativi, che non possono produrre alcun effetto positivo”.


















