La Regione autorizza l'abbattimento di 1.607 cinghiali nel Viterbese

ROMA - L'obiettivo è contenere il numero di cinghiali al fine di contrastare l'emergenza che si sta registrando e per contenere la diffusione e il rischio della peste suina africana.
ROMA – La Regione Lazio ha autorizzato per il Viterbese l’abbattimento, ai fini contenitivi, di 1607 cinghiali. Potranno essere abbattuti dai cacciatori da ottobre e fino a settembre 2024.
Questo è quanto stato deciso nel piano di assestamento faunistico venatorio del cinghiale. Precisamente è stato deciso l’abbattimento di 648 capi nel distretto di caccia VT1 gestito dall’associazione Alta Tuscia e 959 nel Vt2 gestito da Tuscia Sud.
L’obiettivo è contenere il numero di cinghiali al fine di contrastare l’emergenza che si sta registrando e per contenere la diffusione e il rischio della peste suina africana.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















