
La Proloco di Viterbo interviene nel dibattito sul tema della cultura: salviamo prima Viterbo. A farla da padrone, in questi momenti sono ancora una volta i personsalismi e le battaglie fatte per se stessi e le proprie creature. Il riferimento è ovviamente a Caffeina, ma non solo. Ed è proprio su questo che è intervenuto il direttivo della Proloco di Viterbo che ha messo l’accento su questo aspetto. “Chi oggi si spende questo o quello – scrive – dovrebbe battersi per salvare la città, tutta la città. Salvata la città, si potrebbero con facilità realizzare tutti gli eventi del mondo, magari applicando anche quel regolamento sui fondi alla cultura, approvato più di un anno fa, in cui, per legge, una percentuale dei fondi alla cultura ( a Viterbo si è deciso il 75%). Salviamo il bosco prima del singolo albero. Anche noi quindi da questa piccola pagina oggi lanciamo un accorato appello e una campagna di sensibilizzazione: #salviamoViterbo, perché se se ne esce, se ne esce solo insieme”.
La lettera della Proloco su Facebook
Dopo la bocciatura di Viterbo a capitale italiana della cultura – ha scritto – andava e va fatta una riflessione profonda sulla cultura a Viterbo. Riflessione che nessuno ha fatto. Peccato. C’è chi pensa che prima di ambire a qualcosa bisogna avere quello che più manca, la consapevolezza dei propri limiti e mezzi. Sono giorni, mesi, che tutti noi leggiamo appelli, salviamo questo, salviamo quello, e non solo nel settore cultura. Di volta in volta un’emergenza, di volta in volta un buco da tappare. Come se non ci fosse un domani, come se in questo navigare a vista non ci fosse un piano organico, una programmazione a breve, medio e lungo termine, come non fossero chiare le priorità. La priorità non è, non può e non deve essere un piccolo ed unico, anche se bello, bellissimo, strepitoso, ma sempre unico e singolo orto, la priorità deve essere quel giardino chiamato Viterbo. Ogni giorno ci viene presentata la sopravvivenza di qualcosa come si trattasse della sopravvivenza di una città, che vive e deve vivere 365 giorni.
Chi oggi si spende questo o quello, dovrebbe battersi per salvare la città, tutta la città. Quelle risorse che si chiedono per un singolo evento, si dovrebbero e potrebbero chiedere per salvare la città, per dare a questa città un teatro, un cinema, degli spazi in cui poter fare cultura, per aprire le chiese che rimangono chiuse, per far conoscere i nostri meravigliosi e purtroppo abbandonati siti archeologici, per valorizzare quel gioiello che è il quartiere medievale, insomma per far vivere la città di luce propria e non riflessa. Salvata la città, si potrebbero con facilità realizzare tutti gli eventi del mondo, magari applicando anche quel regolamento sui fondi alla cultura, approvato più di un anno fa, in cui, per legge, una percentuale dei fondi alla cultura ( a Viterbo si è deciso il 75 %) deve essere assegnato con bandi di evidenza pubblica, in cui potremmo sfidarci tra associazioni in un gioco al rialzo, a presentare il progetto e l’iniziativa più bella, lavorando di addizione e non di sottrazione, e con trasparenza. Dove sono i bandi?
Nonostante a qualcuno convenga e piaccia pensare che la cultura a Viterbo sia una cosa sola, tante persone sono impegnate con progetti belli ed importanti tutto l’anno nella cultura a Viterbo. Spesso, anche se gli eventi sono sempre pieni, pochi lo sanno e le notizie delle loro iniziative vengono pubblicate dopo gli oroscopi ….insomma un cane che si morde la coda. La città vive con chiese, musei, teatri, cinema, siti archeologici aperti, con spazi per la cultura in cui fare creare inventare. La città vive di pluralità e stimoli. E’ imperdonabile far morire tutto, per poi rivendicare la sopravvivenza di una cosa sola. Perchè? Per poi poter dire salviamo l’unica cosa rimasta? E allora salviamo il bosco prima del singolo albero.
E questa riflessione non è perchè vogliamo fondi pubblici, è già da tempo che abbiamo deciso di fare a meno di qualsiasi tipo di fondo pubblico, e continueremo su questa strada, perchè pensiamo che in questo momento storico ci siano altre priorità, e facciamo il poco che possiamo, e questa pagina in cui pubblicizziamo tutto il territorio (senza discriminazioni di nessun genere) ne è un esempio, esclusivamente per amore di questa terra, con i nostri mezzi e con il sostegno e l’affetto dei nostri soci e dei fruitori delle nostre iniziative, che ringraziamo ancora una volta di cuore. Anche noi quindi da questa piccola pagina oggi lanciamo un accorato appello e una campagna di sensibilizzazione: #salviamoViterbo, perché se se ne esce, se ne esce solo insieme.

















