
Il giallo sulla Prefettura si allarga, dopo Ugo Sposetti anche Giulio Marini pone degli inquietanti interrogativi sulla presunta “particolare attenzione” della Prefettura per il Comune di Viterbo. Passato quasi in sordina che un senatore della Repubblica, Ugo Sposetti, sottolineasse un rapporto “singolare” tra Prefettura e Comune di Viterbo (qui), tra “controllore” e “controllato”, è il consigliere di minoranza Giulio Marini oggi a riportare l’attenzione sul tema. Un tema inquietante, lo ripetiamo, e che meriterebbe una risposta da parte della Prefettura stessa una attenzione delle forze politiche locali.
La stessa sensazione di Ugo Sposetti è stata infatti condivisa dall’ex sindaco di Viterbo: “Ognuno deve fare la propria parte in maniera corretta – ha detto ospite di Sbottonati – altrimenti se la garanzia istituzionale non c’è più, ognuno se ne prenda le proprie responsabilità. Non so se quel che dice Sposetti è vero, ma sicuramente avrà motivi per sostenerlo. Intanto comunque abbiamo attivato i nostri parlamentari di riferimento”.
Se per Sposetti le stranezze riguardavano una presunta consegna di documenti brevi manu tra Prefettura e Comune di Viterbo, per Marini è il caso Moltoni e il bilancio di previsione 2015 a far storcere il naso. “Ho le carte che dimostrano l’attenzione della Prefettura – dice Marini – sulla pratica di decadenza del consigliere Moltoni: una nota inviata il 2 febbraio, una il 9 e una il 10 febbraio. Come se in Città non ci fossero altri problemi. Come se il bilancio di previsione 2015 non fosse stato trattato oltre il tempo massimo e la Prefettura non lo avesse notificato”.
Una disparità di attenzione che preoccupa Marini che chiude l’intervento a Sbottonati con un “e quindi io non sto tranquillo” che non fa stare tranquillo nessuno.


















