La bomba di Sposetti: “Singolare la stretta collaborazione tra Comune e Prefettura”
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Una vicenda di peso notevole, che andrebbe chiarita al più presto senza troppe supercazzole, sollevata dal senatore democratico dalle pagine del Messaggero di Viterbo.

Che ci fosse una grande sintonia tra Prefettura e Amministrazione comunale lo pensavano in tanti, ma che fosse “singolare” nessuno però aveva avuto il coraggio di sottolinearlo in maniera così precisa.

A farlo oggi è stato il senatore del Partito Democratico Ugo Sposetti che dalle pagine del Messaggero ha sottolineato quella “singolare” collaborazione. Parole dure quelle di Sposetti che volenti o nolenti gettano un’ombra sull’operato di Rita Piermatti. “Trovo singolare la stretta collaborazione, direi la vicinanza del nuovo prefetto con l’amministrazione su alcuni temi. Mi risulta – dice Sposetti – che alcuni documenti dell’ufficio territoriale del Governo siano stati recapitati in municipio da un consigliere di maggioranza”.

Parole pesanti in un trafiletto della pagina centrale del Messaggero che però non possono non essere sottolineate perché di fatto mettono in dubbio il ruolo superpartes di uno dei contrappesi del potere cittadino. A porre l’accento sulla questione è stato il consigliere di minoranza Luigi Buzzi che ha parlato di parole inquietanti. La vicenda alla quale farebbe riferimento il senatore Sposetti sarebbe quella che avrebbe visto l’arrivo in Comune di un documento, con il tramite di un consigliere di maggioranza e non per vie ufficiali (almeno stando alle parole di Sposetti), con il quale il Prefetto chiedeva informazioni al Consiglio comunale, facendo indirette pressioni, riguardo alla decadenza di Francesco Moltoni. Almeno così sembra di leggere tra le righe della dichiarazione del senatore. Una vicenda di peso notevole, che andrebbe chiarita al più presto, senza troppe supercazzole.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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