La politica viterbese e quei "desaparesidos" chiamati giovani
Viterbo dall'alto
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Questo non può che essere un problema serio. Anche perché una volta che gli attuali "senior" non saranno più in condizione di riempire le sale per questioni di deambulazione e stordimento senile chi si piazzerà in platea a fare numero?

Chi frequenta l’ambiente degli incontri organizzati dalla politica locale non avrà difficoltà ad ammettere un dato: non sono pervenuti under 30. Non è possibile trovarli in alcun modo, come se fossero lontani anni luce da questi mondi. E nella realtà sono proprio lontanissimi. A volte animati da apatia, altre da sfiducia e in ulteriori casi assenti per “risentimento” conclamato.

Risentimento verso un ceto politico che di fatto, discorso valido per i più “dinosauri” del mestiere, con le proprie lungimiranti politiche di gestione del territorio gli ha apparecchiato un futuro per il quale non “incazzarsi” (ci sia perdonato il termine) sarebbe poco intelligente.

Così nessuna realtà politica tradizionale mostra appeal di qualche tipo per le nuove generazioni. Se per certe sale si vede aggirarsi qualcuno della “generazione boh” è magari perché hanno deciso di pagarlo per spostare le sedie. Questo non può che essere un problema serio. Anche perché una volta che gli attuali “senior” non saranno più in condizione di riempire le sale per questioni di deambulazione e stordimento senile chi si piazzerà in platea a fare numero? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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