La paura del Coronavirus e il rischio di overdose da imbecillità per cui non ci sarà mai vaccino
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EDITORIALE - Speriamo presto ci sarà un vaccino, speriamo si riesca a contenere la diffusione del Coronavirus nel mondo e in Italia. Ci auguriamo non arrivi mai nelle zone che ora non risultano colpite dal contagio. 

EDITORIALE – Speriamo presto ci sarà un vaccino, speriamo si riesca a contenere la diffusione del Coronavirus nel mondo e in Italia. Ci auguriamo non arrivi mai nelle zone che ora non risultano colpite dal contagio. 

Stiamo attenti però perché mentre il virus è alle porte un qualcosa di molto più terribile e devastante è intorno a noi: l’imbecillità. Questa del Coronavirus è una situazione seria e come tale va gestita: sul piano sanitario e della percezione. Sul piano psicologico e culturale. Stamattina, con il primo morto italiano registrato, sui social l’onda dell’odio e della pazzia ha iniziato a montare. I soliti “allenatori della nazionale” hanno iniziato ad arrampicarsi sulle vette della scienza, della logistica, della politica, della comunicazione. 

Tanti altri, siamo convinti, sono al lavoro nei bar e nelle piazze. “La colpa è del governo”, “la colpa è dei comunisti di merda”, “la colpa è dei cinesi che mangiano i gatti”. Questo il brodo di coltura di cui si nutre la terribile malattia senza possibilità di guarigione: l’imbecillità.

Quando si registrano situazioni serie come quella attuale quello che serve è coltivare la calma, ragionare su come tutelare il più possibile se stessi e le persone a cui vogliamo bene, evitare di contribuire al contagio e alla psicosi. 

Da Torino ci arriva la perla. “Picchiata, afferrata per il collo, insultata: «Cinese di merda, virus, vai via da Torino»”, titola La Stampa. Rimaniamo di gelo, anche perché poco prima su uno dei tanti gruppi whatsapp che abbiamo in piedi un altro “scienziato” sviluppa e pubblica la teoria scientifica in base alla quale la colpa di quanto sta accadendo in Italia è dei “comunisti”. Ma ci rendiamo conto?

Torniamo a Torino, perché quel gesto imbecille che andremo ad analizzare ci dà grandi insegnamenti. “Questa volta non è successo di notte, né in periferia – continua La Stampa -. Ma alle 17 di giovedì, in pieno giorno, sotto i portici del centro. La seconda aggressione razzista da psicosi coronavirus è accaduta in via Cernaia, davanti a una gelateria affollata, a un incrocio iper trafficato.

Stavolta a colpire non è stato un branco di bulli, come nel caso di Cheng e Ye, presi a bottigliate l’11 febbraio in via Sospello. Ma una coppia di italiani di mezza età”.

Continuamo: “Hu ha 40 anni, vive a Torino dal 1997. L’hanno assalita all’improvviso, mentre era al semaforo di corso Siccardi. Aspettava il verde. È stato un attimo: le si sono affiancati un uomo e una donna, avranno avuto 30 o 40 anni. Prima gli insulti, poi i calci e i pugni”. 

Stop. Allora due “scienziati” individuano la causa del Coronavirus: una ragazza cinese di 40 anni. E che fanno? Non scappano a casa dai loro figli, non le stanno lontano. Le si avvicinano, l’aggrediscono. Chi sono questi due? Due paladini della difesa della salute pubblica? Rispondetevi da soli. 

Il rischio che quanto sta accadendo diventi una tigre per cavalcare altri interessi, ben lontani dalla sanità e sicurezza di tutti noi e in antitesi a questi, è altissimo. Riconoscerete gli imbecilli perché cavalcheranno questa situazione per scopi elettorali, razzisti, propagandistici. Non fatevi infettare, l’imbecillità non si cura. Sul Coronavirus possiamo sperare che arrivi presto un vaccino. 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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