La narrativa sul centro storico morto è diventata indigesta, Bianchini (Al Vecchio Orologio): "Non rompete i coglioni"
paolo bianchini
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Traccia anche un nesso, a suo dire esistente, tra chi di fatto "utilizza" la polemica sul centro vuoto per l'obiettivo politico di "colpire" l'attuale amministrazione.

VITERBO – La narrazione del “centro storico morto” fa sbottare uno storico ristorate di via dell’Orologio Vecchio. Così Paolo Bianchini, un passato anche nella politica locale e poi tanti anni alla guida del ristorante ‘Al Vecchio Orologio’, decide di lanciare un messaggio social a chi starebbe “aumentando, ogni giorno, la polemica”.

Traccia anche un nesso, a suo dire esistente, tra chi di fatto “utilizza” la polemica sul centro vuoto per l’obiettivo politico di “colpire” l’attuale amministrazione.

Le parole di Bianchini sono piuttosto dirette: “Fare foto del centro storico con il Corso vuoto, scattate in orari strani. Fare questa polemica continua, alimentare la polemica continua sul centro storico morto non è la maniera giusta per fare critica a questa amministrazione. E’ la maniera giusta per rovinare le poche attività che ancora resistono nel centro storico.

Gentilmente, venite in centro, investite i vostri soldini e poi ne riparliamo. Oppure, per favore, fate le foto al mare, alle piante, al lago, al vostro giardino e a quello che vi pare. Ma non rompete i cogl**ni a chi tutti i giorni sputa sangue, in questo centro storico, nelle proprie attività”.

 

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Un post condiviso da Paolo Bianchini (@paolobianchini76)

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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