La mosca di Velo - "4-5 incontri e poi lanci"
osvaldo 12
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Mi piacerebbe imparare a pescare a mosca, ma è troppo difficile… E’ molto bella da vedere, ma come faccio ad imparare? L’ho vista fare da un mio amico, ma chissà come si fa… Sì, bella, ma qui a Viterbo?

Ciao a tutti e ben ritrovati su queste pagine!

Mi piacerebbe imparare a pescare a mosca, ma è troppo difficile… E’ molto bella da vedere, ma come faccio ad imparare? L’ho vista fare da un mio amico, ma chissà come si fa… Sì, bella, ma qui a Viterbo?

Sì, qui a Viterbo si può. E non è per niente difficile. Bastano 4-5 incontri per partire da zero e arrivare a un livello sufficiente per fare le prime catture. Se invece volete arrivare a risultati stratosferici… si può, ma dovete avere un po’ di pazienza e tenere i piedi ben piantati per terra.

Vogliamo partire insieme per un viaggio? Bene, allora andiamo.

Prima di tutto: imparare a posare una mosca artificiale a una distanza di pesca sufficiente per prendere qualche pesce è facile. Molto facile.

Dovete mettere in conto 4 mezze giornate. Tutte su prato più un’altra sull’acqua (di solito andiamo in un laghetto di pesca). Dopo di che, un’uscita vera e propria che in genere dividiamo in due sezioni: nella prima l’istruttore precede l’allievo, pescando normalmente e spiegando dove e perché posa la mosca. Nella seconda metà i ruoli si invertono e l’istruttore resta indietro, per valutare il livello raggiunto dall’allievo ed affinandone la tecnica.

Tutto qui? Il corso è finito dopo 4 lezioni? Certamente no… dopo questi quattro, anzi 5, incontri (che possono diventare anche qualcuno in più, se necessario) si va pesca, senza più badare al corso. Ben sapendo che l’istruttore avrà sempre un occhio di riguardo durante la battuta di pesca, pronto a elargire consigli e suggerimenti (ma anche qualche tiratina di orecchie se gli errori sono proprio madornali!).

Le quattro lezioni principali vertono sull’apprendimento delle basi del lancio “classico” e delle sue varianti (lancio verticale, orizzontale, contromano, serpentina, “reach cast”, roller ecc.) senza dimenticare la descrizione dei movimenti, l’acquisizione del “tempo”, lo “shooting”, il lancio con cambio di direzione, il recupero a spire ed a matassina, la precisione di posa a distanze variabili, il lancio curvo e tanto altro ancora).

La doppia trazione viene accennata ma non approfondita per un motivo molto semplice e pratico: si tende a dare maggiore importanza alla precisione del lancio e dei movimenti piuttosto che alla distanza: un lancio corto fatto bene è molto più redditizio di uno lungo con una posa disastrosa o imprecisa. Una volta acquisite le basi ed i movimenti corretti, la distanza viene da sola, in maniera molto semplice ed autonoma. ­­

Ovviamente, questo non è tutto. Durante il corso, si chiacchiera. Serve a molto, chiacchierare. Serve per conoscersi, per valutare, per rendersi conto di dove si è arrivati e, soprattutto, di dove si vuole arrivare. Non si chiacchiera giusto per farlo: al contrario, è una trasmissione di conoscenze, di esperienze, di dati, di tecnica. E allora si parla di canne, di code, di finali, di pesci, di mosche artificiali… Si parla di pesca a mosca a 380°. Questo ne fa un corso pieno, completo, non limitato all’aspetto tecnico ed ai movimenti fissi e obbligati. Da questi, tappa iniziale obbligatoria, si sarà pronti a prendere il volo verso un intero universo.

Per saperne di più, visitate la pagina Facebook: https://www.facebook.com/TusciaFlyClub/.
Arrivederci alla prossima puntata!!!

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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