
VITERBO – Non hanno bisogno di medaglie, hanno fatto il loro lavoro ma è il caso, anzi è importante, dire grazie. Grazie ai carabinieri e ai poliziotti che hanno stroncato una vera e propria organizzazione mafiosa che stava conquistando spazio nel capoluogo della Tuscia.
Operazione Erostrato è un pezzo importante nella storia della città di Viterbo. E’ un messaggio forte, un successo della legalità. E’ un momento brillante della vittoria della non paura, del non cedere all’arroganza della violenza, dello Stato.
In città non si parla di altro. I viterbesi stanno vivendo ore di shock e più passano i giorni e più vengono diffuse dai giornali locali le notizie sull’organizzazione malavitosa e più si resta a bocca aperta. Pezzi di questa associazione a delinquere ci servivano il caffè al bar, li incontravamo per strada, nei locali. Parlavano, intercettati, con altre persone che in molti conoscono perché gestiscono attività sul territorio.
Addirittura ragionavano su chi potesse essere il sindaco della città “migliore” per i loro interessi. Ma hanno fatto di più. Si appostavano, spiavano, pedinavano carabinieri e poliziotti. Sono arrivati a dare alle fiamme alle auto dei vicebrigadieri Massimiliano Pizzi e Sossio De Cristoforo. Ambivano a mettere nel mirino il maresciallo Angelo Ciardiello e l’ex capo della Mobile Fabio Zampaglione.
Stavano tra la gente, mostravano il sorriso. Apparivano come agnelli, assorti nel loro lavoro quotidiano, ma erano lupi con in mente piani di violenza, sopruso, assoggettamento degli altri.
E’ proprio questa “vicinanza” alle persone e questo apparente essere “normali” a sconvolgere di più gli animi. Un assurdo. Hanno colpito con teste di animale, carcasse di animale, bossoli, incendi alle auto normali cittadini, considerati nemici da colpire. Hanno seminato il terrore all’interno di intere famiglie. Per due anni una Viterbo torbida e paurosa ha provato a prendere forma. Con tanto di rapporti vantati con l’ndrangheta. Un vero e proprio bubbone che si stava ingrossando all’interno del corpo sociale. Ragionevolmente non l’unico esistente, non l’unico che minaccia questo territorio.
Per questo è importante cogliere questo successo della legalità per lanciare un segnale forte. Perché lo Stato ha dato il suo segnale e va sostenuto a pieno, va portato a esempio, va affermato con chiarezza su tutta la città da tutti i cittadini. Condividiamo la richiesta, e la rilanciamo come giornale al sindaco Giovanni Arena, di una fiaccolata per la legalità. In questo momento è importante perché va alimentato, incoraggiato il coraggio. Se lo Stato è forte, come i nostri carabinieri e poliziotti hanno dimostrato di essere, la paura di denunciare si riduce. E senza la paura nessuna organizzazione malavitosa può attecchire.
La politica tutta ha il dovere di sostenere un clima positivo di non accettazione dei soprusi e delle minacce. Ha il dovere di rendersi impermeabile a chi possa pensare di mettere le mani sulla cosa pubblica per gli interessi del proprio clan.


















