La magia del cinema anche come "ammortizzatore sociale"
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Il cinema può essere anche un occasionale "ammortizzatore sociale". Quando la crisi stringe anche fare una comparsata in un film può significare una "svolta". Ma perché non si riesce a impostare un lavoro serio per l'istituzione di una Film Commission?

La città dei papi è stata anche città di cinema. Da Fellini a Orson Welles ne sono passati di registi di peso su questi sanpietrini etruschi. L’ultimo momento di gloria in pellicola, questa volta però da piccolo schermo, forse è stato quello della fortunata serie ‘Il maresciallo Rocca’. Erano gli anni di Capitani, di Gigi Proietti e del sindaco Giancarlo Gabbianelli. Poi, proprio quando tutti pensavano a un decollo, ci siamo ritrovati con un pugno di mosche.

 

In città, proprio in queste ore, si sono svolte delle selezioni per un film su San Francesco che verranno a girare nella Tuscia. Più di mille persone hanno risposto all’appello, alla ricerca di un posto da comparsa o attore da piccoli ruoli. Qualcuno si è presentato attratto sicuramente dall’idea di finire immortalato in un film ma i più hanno pensato di tentare la sorte per la paga. In tempi di crisi infatti anche le poche giornate che uno può portare a casa facendo la comparsa possono tornare utili. Una sorta di ammortizzatore sociale occasionale che però, se l’amministrazione comunale riuscisse a fare il suo gioco nel rilancio delle riprese cinematografiche a Viterbo, potrebbe diventare qualcosa di più interessante.

 

Tutti si chiedono per esempio che fine abbia fatto la delega alla Film Commission? Chi ce l’ha in carico? Cosa è stato fatto fino a oggi e cosa si ha in mente di fare? Sul nostro territorio ci sono diverse professionalità che dovrebbero essere coinvolte nell’elaborazione di una strategia funzionale allo sviluppo e crescita di una Film Commission locale. Caro sindaco Michelini batta il ciak.

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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