La Macchina è ferma ma ci dice che torneremo a correre
Gloria di notte
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EDITORIALE - Gloria, la bellissima Macchina disegnata da Raffaele Ascenzi, aspetta tutti in piazza del Comune. Gli aspetti religiosi della festa sono invece salvi. Seppure nelle restrizioni necessarie sarà possibile fare visita al corpo della santa. 

EDITORIALE – Niente “mossa” da San Sisto, nessuno in attesa lungo il tragitto dalla notte prima, zero occasioni per stare insieme. Non un papà con il figlio o la figlia sulle spalle, nessun bacio durante le ore passate tra la folla per le vie strette del centro. Niente fiera, zero caffè dall’Arianna al Red Rose, niente facchini in fibrillazione e nessun fazzoletto bianco. 

Per il secondo anno consecutivo niente Trasporto della Macchina. Che sia il tre settembre neanche sembra. E a pensarci la testa diventa pesante. Si scatta al 2022: si farà. Il tre settembre è, in questi anni di pandemia, il giorno dell’ombra sul cuore e della speranza del futuro. Perché il “sollevate e fermi” è qualcosa di bello ma il poterlo rivedere significherebbe molto di più: un ritorno alla normalità della vita. 

A piazzale Gramsci sono tornati gli striscioni con le stampe delle Macchine storiche. Un graffio di normalità che qualche lacrima l’ha fatta scendere. Gloria, la bellissima Macchina disegnata da Raffaele Ascenzi, aspetta tutti in piazza del Comune. Gli aspetti religiosi della festa sono invece salvi. Seppure nelle restrizioni necessarie sarà possibile fare visita al corpo della santa. 

Alle 21 l’accensione del campanile che cammina in piazza del Comune. Rimarrà fermo, metafora delle nostre vite in questi due anni. Illuminato perché è chiaro che torneremo a correre. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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