
EDITORIALE – Niente “mossa” da San Sisto, nessuno in attesa lungo il tragitto dalla notte prima, zero occasioni per stare insieme. Non un papà con il figlio o la figlia sulle spalle, nessun bacio durante le ore passate tra la folla per le vie strette del centro. Niente fiera, zero caffè dall’Arianna al Red Rose, niente facchini in fibrillazione e nessun fazzoletto bianco.
Per il secondo anno consecutivo niente Trasporto della Macchina. Che sia il tre settembre neanche sembra. E a pensarci la testa diventa pesante. Si scatta al 2022: si farà. Il tre settembre è, in questi anni di pandemia, il giorno dell’ombra sul cuore e della speranza del futuro. Perché il “sollevate e fermi” è qualcosa di bello ma il poterlo rivedere significherebbe molto di più: un ritorno alla normalità della vita.
A piazzale Gramsci sono tornati gli striscioni con le stampe delle Macchine storiche. Un graffio di normalità che qualche lacrima l’ha fatta scendere. Gloria, la bellissima Macchina disegnata da Raffaele Ascenzi, aspetta tutti in piazza del Comune. Gli aspetti religiosi della festa sono invece salvi. Seppure nelle restrizioni necessarie sarà possibile fare visita al corpo della santa.
Alle 21 l’accensione del campanile che cammina in piazza del Comune. Rimarrà fermo, metafora delle nostre vite in questi due anni. Illuminato perché è chiaro che torneremo a correre.


















