
Pagare meno la politica. Questo sembra essere un must del nostro sciagurato periodo storico. E fa tanto consenso “sputtanare” la politica sui costi e predicare il rigore dei tagli. E così i 200mila euro per la segreteria del sindaco di Viterbo Giovanni Arena diventano uno scandalo (finto) da sbattere su cartelloni di comunicazione. Il taglio dei gettoni dei consiglieri comunali si trasforma in incenso di cui cospargersi e via dicendo.
Una rincorsa al taglio che non fa altro che spostare l’attenzione sui costi e sulla crociata del loro abbattimento, utile a recuperare spicci in realtà (nelle dimensioni dei bilancio comunali), distogliendola dall’unica cosa che conta veramente: l’analisi dei risultati della politica. E’ sui risultati che la politica dovrebbe misurarsi e confrontarsi non su altro.
In passato ci trovammo in forte contrapposizione con il consigliere dei Cinque Stelle Massimo Erbetti sul taglio ai gettoni dei consiglieri comunali. Azione che riteniamo, ancora oggi, solo buona a fare un po’ di propaganda verso il popolo bue. Oggi non possiamo che essere perplessi sui manifesti realizzati da Viterbo2020 dove si fa presente che la segreteria del sindaco costa 200mila euro. Dato che messo lì così può fare anche un certo effetto ma se si considera nella sua interezza: lo stipendio di due persone per cinque anni; fa ridere. E ha ragione Arena a difendersi, sbagliando i toni.
Viterbo2020 dovrebbe impostare la propria analisi verso l’amministrazione Arena sui risultati e non su quanto costa una segreteria. Perché pensare di togliere anche la segreteria a un sindaco sarebbe ridicolo e dannoso. Un qualcosa che ridurrebbe ancora di più i risultati della politica. Perché ogni uomo o donna politica per ottenere davvero dei risultati ha bisogno di un gruppo di persone al lavoro intorno a sé. Dovremmo preoccuparci più per i milioni di euro persi in tante occasioni di sviluppo non costruite che di due segretarie che prendono poco più di mille euro al mese.
Dovremmo farlo se non volessimo scadere nel banale e nell’inutile. Cosa che Chiara Frontini non merita.


















