La lite su Ferento nasconde una battaglia per la titolarità del Festival
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In ballo c'è anche la titolarità del marchio stesso del Festival di Ferento. E questa vicenda potrebbe ripetersi anche con il Festival Barocco.

Ferento: tra Comune e Consorzio Teatro Tuscia il contenzioso è più ampio e riguarda la titolarità del Festival. Da un lato c’è un rassegna che dura da 50 anni e punta a non morire quest’estate, dall’altro lato c’è il Comune di Viterbo che spiega che non ha concesso nessun patrocinio alla manifestazione. L’assessore del comune di Viterbo Giacomo Barelli lo ha precisato (qui) dopo che il Consorzio Teatro Tuscia ha pubblicato ieri il cartellone degli eventi (qui) facendo un passo in avanti rispetto alle richieste fatte circa una settimana fa in conferenza stampa (qui).

In ballo non ci sarebbe però solamente una stagione teatrale, quella di Ferento, che rischia di morire per la seconda volta in 50 anni, ma anche la titolarità del Festival, che negli anni è stato organizzato da mani diverse, tra cui anche quelle del Consorzio Teatro Tuscia di Patrizia Natale. In atto dunque ci sarebbe una battaglia da parte di vari attori, tra cui presumibilmente il comune di Viterbo e del Consorzio Tuscia, per ereditare il prestigioso nome gestito in questi anni da varie amministrazioni della provincia di Viterbo, che oggi con la riforma dell’Ente però ha perso ogni competenza.

La domanda chiave allora è questa: chi ne ha la titolarità? Ecco perché allora Giacomo Barelli, neo-assessore al Teatro, ha precisato che non c’è nessun patrocinio concesso. Non per far morire l’esperienza, ma forse per mettere un punto sulla proprietà del marchio stesso. Una situazione simile potrebbe ripetersi anche per il Festival Barocco, anch’esso di proprietà della provincia di Viterbo. Chi ne erediterà il titolo e chi li dovrà organizzare? La nostra idea è chiara. Se lo sono davvero, rimangano di proprietà pubblica, ma si pubblichino dei bandi trasparenti che li affidino, magari pluriennalmente (a meno che non ci siano affidamenti a realtà culturali pre-esistenti già deliberati di cui non siamo a conoscenza). Per garantire un futuro alle due esperienze non c’è altro modo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

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