La grande sensibilità del Pd (da dimostrare) allo spreco dei denari pubblici
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Da oggi sul territorio possiamo dormire più tranquilli. Il Partito Democratico è attento allo spreco di denaro pubblico, lo abbiamo capito grazie alla vicenda del Consorzio Biblioteche. Vedremo cosa accadrà, di sprechi da tagliare ce ne sono molti.

Assistiamo, sempre più spesso a dir la verità, a cose turche dentro i palazzi del potere. Oggi in consiglio provinciale il leader dell’opposizione all’amministrazione Meroi, al secolo Federico Grattarola, ha portato il pensiero di Michelini. Un pensiero che ci è suonato in maniera singolare quando ha battuto sul tasto sede unica del Consorzio Biblioteche. Grattarola ha detto che il Pd non avrebbe votato la proposta di deliberazione riguardante l’ok al progetto per la nuova destinazione presso la caserma dei vigili del fuoco in zona La Pila. Sede di proprietà di Palazzo Gentili e quindi pubblica.

Questo perché, a loro dire, non ci sarebbero le garanzie di vedere realizzata l’esecuzione del progetto stesso. Ergo approvarlo significherebbe dare il via a uno spreco di soldi pubblici, quei duecento e passa mila euro stanziati da tre anni dalla Regione Lazio.

Siamo rimasti colpiti da cotanta attenzione allo spreco di denaro pubblico. Anche se in fondo questa presa di posizione ci ha smosso nel profondo dell’anima qualche riflessione, che intendiamo condividere con i nostri lettori.

Ogni anno, dalla notte dei tempi, il Consorzio Biblioteche paga l’affitto per i locali di viale Trento. Una cifra che si aggira intorno ai 140mila euro all’anno. In due anni arriviamo a 280mila euro e in tre 420mila. Confidiamo nella conoscenza per i più della tabellina del 14 e vi lasciamo da soli a fare il resto del conto. Tutti soldi pubblici anche questi. Uno spreco enorme di cui fino a oggi nessuno si è preoccupato.

Come non ci risulta che nessuno del Pd si sia fino a oggi allarmato delle centinaia di migliaia di euro che ogni anno il Ministero dei Beni Culturali, guidato da un uomo del Partito Democratico da qualche tempo a questa parte, spreca per l’affitto dei locali che ospitano l’Archivio di Stato. Ci piace pensare però che da oggi in poi il Pd si dimostri sensibile a questi fatti e inizi a lavorare per impedire il continuo dello spreco di cotanta risorsa pubblica.

Sta di fatto che se gli amministratori locali, Comune di Viterbo in testa, non inizieranno a lavorare a una futura sede pubblica, e la caserma dei vigili del fuoco sarebbe ideale, in cui trasferire il Consorzio continueremo a buttare al vento più di 10mila euro al mese di soldi dei cittadini. E utilizzare i soldi stanziati dalla Regione per agevolare questo percorso a nostro avviso non sarebbe da considerare uno scandalo, sicuramente minore rispetto a quello che si è consumato fino a oggi nel silenzio di tutta la classe politica. Ma forse il Comune ha altre idee geniali in tasca e magari ha intenzione di recuperare quel rudere del complesso di San Pietro, di sua proprietà, e trasferire lì sia l’Archivio di Stato che le biblioteche. Sarebbe una bella mossa.

Attendiamo che Palazzo dei Priori indichi la strada buona per evitare lo spreco di così tante risorse pubbliche. E al tempo stesso riesca a risolvere l’imbarazzante situazione del Consorzio Biblioteche, soprattutto perché candidarsi a diventare capitale europea della cultura così come siamo messi  è francamente ridicolo.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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