La gattina Rosi, violentata a Tor Tre Teste, è fuori pericolo. Salvata grazie al sangue di Ziva, gatta di Civita Castellana
Rosi
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Del caso è stato interessato il delegato all'Ambiente e alla tutela degli animali della Città metropolitana di Roma, Rocco Ferraro, che ha presentato un esposto in procura. La vicenda è di una gravità inaudita e non può essere considerata un episodio isolato.

ROMA – La gattina Rosi è fuori pericolo. I veterinari, fino a 4 giorni fa, si aspettavamo di perderla. Aappartiene a una colonia felina di Tor Tre Teste, ed è stata ritrovata agonizzante in un giardino condominiale.

Secondo quanto ricostruito dalle associazioni animaliste, che hanno denunciato la vicenda, la gattina è stata violentata. Del caso è stato interessato il delegato all’Ambiente e alla tutela degli animali della Città metropolitana di Roma, Rocco Ferraro, che ha presentato un esposto in procura. La vicenda è di una gravità inaudita e non può essere considerata un episodio isolato. Fondamentale per la vita di questo povero animale la donazione di un’altra gatta, Ziva, di Civita Castellana. È lei la piccola eroina che ha dato una speranza concreta a Rosi, la gatta stuprata e lasciata in fin di vita nel parco di Tor Tre Teste a Roma.

Rosi aveva bisogno urgentissimo di una trasfusione di sangue di gruppo B, uno dei più rari tra i felini. L’appello dei volontari di LNDC Animal Protection si era diffuso rapidamente sui social, e aveva raggiunto Alessia, presidente dell’associazione “Gli amici di Polli” di Viterbo. Senza esitare, Alessia ha caricato Ziva in macchina e ha percorso i chilometri che separano la Tuscia da Roma per arrivare al Centro Veterinario Specialistico dove Rosi stava lottando tra la vita e la morte.

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Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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