La Fune intervista "il cattivo" Giulio Della Rocca
della rocca
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EDITORIALE - Lunedì 13 gennaio alle 21,30 intervisteremo Giulio Della Rocca sullo "scandalo del muro" dell'ex Ospedale Vecchio. Lo faremo in diretta sulla pagina Facebook de La Fune.

EDITORIALE – Lunedì 13 gennaio alle 21,30 intervisteremo Giulio Della Rocca sullo “scandalo del muro” dell’ex Ospedale Vecchio. Lo faremo in diretta sulla pagina Facebook de La Fune.

Il 7 dicembre scorso il video con cui Della Rocca, un pazzo scatenato ma che a noi sta simpatico, mostrava il muro con i quadri non ancora stuccato e ridipinto in parte è stato mandato in diretta anche sulla pagina Facebook di questo giornale.

Siamo andati a rivedere quel contenuto perché non l’avevamo visto. La cosa ci sembrava una roba di poco conto (anche ora siamo convinti che la notizia, al netto della battaglia politica che ne fa da comburente, sia da trafiletto taglio basso 800 battute massimo). Lo spirito con cui quell’intervento è stato fatto emerge chiaramente nelle immagini: rendere meno “porcata” un posto scandalosamente abbandonato da trenta anni (giornalisticamente ci viene da chiederci perché fu abbandonato e se dove tutto è stato trasferito i cittadini pagano l’affitto e a quanti milioni di euro all’anno ammonta ma rimaniamo sulla storia di vernici, intonaci, permessi e brodaglia politica).

Verità? Quando abbiamo saputo di questa azione abbiamo pensato “vabbé è qualcosa”, sarà meno schifoso l’ingresso a Viterbo. Infatti è meno schifoso. Il problema è che non ci sono i permessi, Della Rocca non li ha chiesti ai proprietari: la Regione Lazio. Questo è sbagliato, lo diciamo chiaramente.

Ci chiediamo se i diversi interventi fatti in questi anni da cittadini esasperati dalla latitanza della politica e delle istituzioni preposte (erba tagliata, tombini stappati per ridurre il rischio di allagamenti di pezzi di città, rifiuti tolti da quartieri vari) non infrangano in realtà le stesse regole infrante da Della Rocca. Ma è una domanda …

Non lo vogliamo difendere anzi lo condanniamo: Della Rocca ha sbagliato. Chi ha abbandonato il palazzo dell’ex ospedale degli Infermi per trenta anni lasciando marcire un bene pubblico nel degrado più totale ha sbagliato. I sindaci che si sono dati il cambio e che hanno tollerato che l’immagine della città venisse degradata da un bene in abbandono hanno sbagliato. I viterbesi che vivono come normale il degrado sbagliano. Insomma sbagliamo un po’ tutti.

Della Rocca ha sbagliato anche un’altra cosa: mettere i loghi della sua associazione. Il lavoro per la città fatto davvero con amore andrebbe realizzato in maniera anonima (un po’ come la beneficenza). Se lo fai e lo sbandieri rischi di diventare in qualche modo un politico (di solito infatti i politici di mestiere sbandierano anche la beneficenza). E se diventi un politico ed entri nella brodaglia viterbese ti fanno a pezzi su ogni cosa.

E’ una mentalità, molto aggressiva, molto spietata insomma una roba alla sangue e merda (come diceva Rino Formica e non Formigli come ho sentito dire a qualcuno che fa politica in questa città e non conosce neanche quello di cui parla).

Lunedì 13 gennaio su La Fune vogliamo ascoltare il cattivo, il pericoloso sovversivo che ha stuccato e verniciato un muro e ci ha messo dei quadri. Intervento brutto, condividiamo anche questo dei critici e anzi glielo diremo anche noi. Intervento da provinciale ma che del resto il livello sia molto basso in città lo si capisce ogni volta che si butta l’occhio sulle candidature nelle elezioni locali.

A Giulio però diremo anche un sensazione che abbiamo raccolto presso l’opinione pubblica, che ognuno (quindi anche noi) prova a tirare a sostegno della propria narrazione come una famosa pelle elastica. La sensazione è che la pancia della città sia convinta che abbia fatto bene.
Gli diremo anche che ora ha tutte le carte in regola per entrare in politica. Da Capitol Hill alla vittoria della Casa Bianca è un attimo. Dal ripulire un muro abbandonato da trenta anni a Palazzo dei Priori potrebbe essere altrettanto breve.

Per chi volesse il video del reato

P.S. Una volta, tanto tempo fa, se volevi una buona lettura sul Palazzo dell’Ospedale degli Infermi ti prendevi Il Salasso di Gigi Daga. Ora i viterbesi sono inchiodati su un muro verniciato.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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