La Fune e la spinta gentile verso la vaccinazione
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EDITORIALE - Una posizione sul vaccino ovviamente intendiamo prenderla, proprio per questo sentirsi parte di un Paese a democrazia avanzata.

EDITORIALE – Non useremo termini tipo arretratezza per bollare chi non si è voluto ancora vaccinare contro il Covid-19. Sarebbe questa sì una mossa da arretrati. In un luogo a democrazia avanzata, e l’Italia lo è nonostante la sindrome del lamento h24 e qualche testa talebana di troppo, la libertà è il punto di partenza di ogni ragionamento. 

Una posizione sul vaccino ovviamente intendiamo prenderla, proprio per questo sentirsi parte di un Paese a democrazia avanzata. Quello che intendiamo fare è metterci del nostro a dare una spinta gentile alla vaccinazione. Perché sarebbe offensivo per noi stessi pensare che chi non si vaccina abbia qualcosa che non va nella testa ma lo sarebbe anche rimanere in silenzio. Il vaccino non è né un totem né un tabù. E’ qualcosa di molto più semplice: uno strumento per la difesa della vita e della libertà. 

Inquadrata la questione con questa chiarezza siamo convinti che sarà più facile spronare alla vaccinazione. Il problema non sono le persone che non si vogliono vaccinare contro il Covid, naturalmente. Il problema sono le devianze del sistema di comunicazione odierno. La comunicazione è stata infettata da notizie acchiappa click che tirano parecchio se danno addosso ai vaccini, se raccontano di morti o danni o di storie fantastiche come problemi alla fecondità e altro. Forse non tutti sanno quanto può essere importante per chi produce contenuti avere lettori. Questi infatti si trasformano in soldi attraverso i banner che vedete sui siti. Anche su La Fune ne vedete parecchi. Ogni volta che qualcuno legge una nostra notizia noi monetizziamo. Se scrivessimo titoli sparati, teorie complottiste, sbarco di alieni e di morti resuscitati faremmo un mucchio di soldi. Non sarebbe serio e abbiamo scelto di non farlo, almeno per ora e se dovessimo cambiare idea avviseremmo prima. Però in diversi lo fanno e questa macchina è sempre più forte. Pensate che a chi ha in testa di fare soldi con i click interessi la verità? No, l’unica cosa che cerca è il sensazionalismo e lo sguazzare nelle paure delle persone. 

C’è poi un problema nel problema: il funzionamento dei social. Attraverso precisi algoritmi i social individuano i contenuti che interessano a ognuno di noi e li ripropongono in continuazione. Così se uno legge notizie contro il vaccino finirà per essere sommerso di informazioni di questo tipo, con un’alterazione della percezione del reale e la convinzione che chi si vaccina muore. 

Se ci sono persone che non sono ancora andate a vaccinarsi la ragione è in questa mega macchina della paura che arricchisce pochi e danneggia tutti. In primis chi, bombardato da questo sistema drogato di comunicazione, decide di non vaccinare se stesso e magari fa pressione in questa direzione verso i propri cari. I primi a essere danneggiati dalla non vaccinazione sono i non vaccinati stessi ma è chiaro che il loro comportamento produce conseguenze anche su tutti gli altri. 

In tutto questo marasma ci sono poi situazioni particolari, che ci sentiamo di definire liberamente posizioni criminali. Rientrano in questa sfera i medici che non si vaccinano e diffondono informazioni scientificamente false ai propri pazienti per scoraggiare la vaccinazione. Non a caso queste persone sono state sospese dalla propria funzione. Questo perché un sistema liberale e democratico come quello italiano tollera la libertà di dire anche il falso fino a quando fare questo non lede i diritti di terzi. In questo caso il diritto alla salute. 

Per convincere le tante persone perbene che ancora non si sono vaccinate a farlo basta puntare i riflettori sui no vax. Avete visto di chi si tratta? Comprereste mai un’auto usata da quel tipo di persona? Noi no. Rispettando tutte le decisioni riteniamo importante il proseguo della campagna di vaccinazione e con fermezza e con il sorriso sosteniamo il vaccinarsi. Tutta la redazione de La Fune è stata vaccinata. Non ci è accaduto nulla di catastrofico, ovviamente. Poi, quando attiveranno il 5G, anche noi come tutti i vaccinati potremo collegarci a internet gratis. Sempre che ci abbiano davvero iniettato il famoso microchip. 

 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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