La Fune, bilancio di un anno e occhi sul 2016
Viterbo dall'alto
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Auguri a tutti i lettori, ai viterbesi e a tutti i cittadini dei 60 comuni della provincia. Il 2015 è stato un anno buono per La Fune, che chiudiamo con il sorriso. Con gli occhi fissi sul cantiere del 2016.

Fine anno, tempo di bilanci e di nuove prospettive. Il 2015 è stato felice per La Fune. Il numero dei lettori è in costante crescita e, con soddisfazione, il nome del giornale e la sua credibilità si sta radicando in città. Abbiamo intrapreso, con consapevolezza, la scelta di un giornale diverso rispetto al panorama locale.

Non ci interessa di svolgere funzione di “agenzia stampa”, per quello lavorano già con professionalità sul territorio altri giornali. Nessuna corsa frenetica dunque a dare la notizia per primi, anche se grazie al lavoro svolto con le trasmissioni radiofoniche (in onda tutti i giorni su Radio Verde) Sbottonati e Funamboli riusciamo ad avere un’interlocuzione sempre aperta con la scena politica e della società civile locale e quindi ad avere notizie in anteprima.

Ci siamo sforzati e continuiamo  lavorare su questa strada di fare de La Fune uno spazio di riflessione, dibattito, approfondimento. Abbiamo lavorato allo sviluppo di una parte satirica, con i fotomontaggi, Vitercio, l’alfabeto che pubblichiamo ogni domenica. Poi c’è la sezione delle storie, dove ogni settimana recuperiamo un pezzo della memoria del territorio, offriamo curiosità e scopriamo esperienze straordinarie che riguardano viterbesi, magari in giro per il mondo.

Abbiamo linee di sviluppo significative nel cassetto, le custodiamo come si fa con i sogni. Per concretizzare il tutto in realtà c’è bisogno anche della forza del mercato, di sponsor pronti ad affezionarsi e a scommettere sul lavoro di questo giornale. E il lavoro di un giornale, se fatto bene, è sempre importante per un territorio. Perché significa un controllo vigile su quello che accade e un’informazione costante dei cittadini su ciò che di importante viene deciso da chi amministra.

Tutto questo è importante per garantire un buon numero di lettori, ma anche per offrire un prodotto di qualità. Lettori e tempi di permanenza sul sito sullo i nostri obiettivi. Il 2015 si chiude con soddisfazione e con il sorriso. Per il 2016 contiamo di fare meglio, aprendo nuove rubriche, inserendo blog e aprendoci sempre di più al dialogo con Viterbo e la Tuscia. A tutti i lettori i migliori auguri.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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