VITERBO – Sui muri le foto che raccontano una parte della storia politica d’Italia. C’è “Lui”, “il Divo” Giulio Andreotti che guarda da dietro ai suoi occhiali tutti. C’è, immancabile, “santo Alcide De Gasperi”. Li guarda tutti, uno per uno, anche Antonio Martino. Presente Bettino Craxi, un pezzo di storia da Novanta.
Ognuno è lì a ricordare qualcosa, a insegnarla “per contatto”. C’è il viterbese più grande nella complicata arte della politica. Una sorta di Lao Tzu locale, che ha dato le carte sul tavolo della Tuscia per lunghissimi decenni; che a molti ha insegnato, anche se poi non sempre tutti sono stati vicino al maestro. Parliano di Rodolfo Gigli, Nando.
Dentro, nella sala total white e quindi moderata nello stile, ci sono gli uomini e le donne viterbesi di Forza Italia. Si sono riuniti questo lunedì 17 marzo, nel tardo pomeriggio, nella nuova sede a Palazzo Grandori (Piazza della Rocca) per vivere e fare vivere il comitato provinciale del partito e la consulta dei territori.
Con loro Maurizio Gasparri ha seduto il capogruppo azzurro al Senato Maurizio Gasparri, da sempre vicino al Viterbese. Maestro di cerimonia il segretario provinciale Alessandro Romoli, eletto per acclamazione il 27 gennaio scorso. L’ambizione azzurra, dettata dal leader maximo Antonio Tajani, è costruire un partito che arrivi al 20%. Come farlo? Con ecumenica berlusconiana e tanto porta a porta. La linea è che i voti vanno cercati dagli scontenti. Attualmente il partito nazionale è intorno al 9%, nel Viterbese (elezioni alla mano) le cose vanno qualche punto percentuale meglio ed effettivamente margini di crescita ci sono.
A rapporto ci sono tutte “le glorie” azzurre di sempre. In prima fila è molto concentrato Giovanni Arena, teorico del ritorno a destra. Vicino a lui Rosetta Virtuoso, sempre dinamica, il vetrallese Dario Bacocco, il blerano Francesco Ciarlanti. Non mancano alfieri del partito come il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, da Montalto è arrivato Manuel Catini. Presente anche l’evergreen sindaco di Vetralla Sandrino Aquilani. Da Bagnaia è sceso Marco Milioni, una vita di militanza attiva. Dalla montagna è arrivato Alessandro Cuzzoli (Caprarola). Ce ne sono molti altri ovviamente, tutti attenti e concentrati. Devono rilanciare un partito che ha segnato la storia anche sul territorio di Tuscia e l’impresa è al confine tra il difficile e il fattibile. Insomma devo metterci del loro.























