La fiaccola delle Olimpiadi per le strade di Viterbo
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La città dei papi, questa domenica 7 dicembre, sarà la prima tappa del passaggio della fiaccola per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. La fiaccola partità alle 18-18.30 da via della Pila per arrivare al Sacrario dopo le 19. Intorno al braciere sarà allestito un villaggio olimpico. 

VITERBO – La fiaccola delle Olimpiadi attraverserà le strade del capoluogo della Tuscia. Un totale di cinque chilometri, dove si daranno il cambio 27 tedofori. Ci saranno, con grande orgoglio, anche tre atleti viterbesi: Stefano Zucchi, Nicolò Marconi e Omar Sabatini. Loro l’accensione del braciere posizionato al Sacrario.

La città dei papi, questa domenica 7 dicembre, sarà la prima tappa del passaggio della fiaccola per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. La fiaccola partità alle 18-18.30 da via della Pila per arrivare al Sacrario dopo le 19. Intorno al braciere sarà allestito un villaggio olimpico. Gli atleti viterbesi percorreranno gli ultimi 600 metri, trecento metri a testa.

L’ultima volta che la fiamma olimpica illuminò Viterbo risale alle Olimpiadi di Roma del 1960, era il 22 luglio. La fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026 è stata accesa ad Olimpia, lo scorso 26 novembre, davanti al tempio di Era. La torcia è stata accesa dall’attrice Mary Mina nel ruolo di grande sacerdotessa. La fiamma è stata poi posta in un’urna, trasportata all’antico stadio da Estia insieme a un ramoscello d’ulivo e consegnata ai primi tedofori, il canottiere greco Petros Gkaidatzis e l’italiana Stefania Belmondo, ex campionessa di sci di fondo.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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