La droga della paura di cui rischiamo di diventare prigionieri, evviva AstraZeneca!
astrazeneca
Masicar800x120-optimize
EDITORIALE - Non si può passare dalla paura per il virus alla paura per il vaccino. Non possiamo permettercelo. Chi entra in questo gioco di fatto porta avanti una partita contro i nostri lavori, la nostra economia, la nostra vita.

EDITORIALE – Chiusi in casa, lontani da tutto e tutti. Mesi di lockdown, la nostra economia in crisi, i nostri lavori in pericolo, lo strazio degli affetti, il peso della segregazione, la paura del virus. Il 2020 è stato questo, con un’estate che ci ha concesso di respirare in qualche modo. Poi l’autunno e la seconda ondata. Il Coronavirus ha infettato il corpo di milioni di persone nel mondo e la mente di tutti gli abitanti del pianeta. 

Il 2021 è come il 2020 ma ha dentro la speranza che si chiama vaccino. La scienza ha fatto il miracolo. Gli uomini, gli scienziati, le industrie farmaceutiche, il benedetto mercato, gli Stati hanno centrato un obiettivo storico e affatto scontato. Un vaccino contro la pandemia del secolo in meno di un anno. Applausi. La paura c’è ma diventa più timida, sappiamo che la partita si può vincere ed è realtà immaginare un’estate migliore della precedente e un finale d’anno da uomini liberi. Eppure no, facciamo di tutto per rimettere in circolo la paura. A quella per il virus si è sostituita quella per i vaccini. AstraZeneca è nel mirino. Alcuni casi di trombosi venosa profonda hanno causato il decesso a persone che avevano ricevuto il vaccino nei giorni immediatamente precedenti. Il nesso è tutto da dimostrare, la questione tuttavia è reale. Il problema è che si è innescata una psicosi generale e una fuga/rifiuto da AstraZeneca. 

Tutto immotivato sul piano razionale. Parliamo del tipo di vaccino che ha salvato l’Inghilterra, che oggi sta programmando le riaperture e il domani. Anche Moderna e Pfizer hanno dei casi di morte potenzialmente collegabili. Tutto però da considerare con grande lucidità e non lasciandoci braccare dalla paura. Anche nella nostra provincia abbiamo assistito a cittadini prenotati con AstraZeneca fare il passo del gambero e cambiare prenotazione per altre marche di vaccino. Delirio al limite della superstizione e spiace vedere che anche persone in vista del territorio siano cadute nella trappola della paura. Così come assistere a commenti social terribili di candidati a consigli comunali locali che sono grandi sostenitori di teorie negazioniste. 

Non si può passare dalla paura per il virus alla paura per il vaccino. Non possiamo permettercelo. Chi entra in questo gioco di fatto porta avanti una partita contro i nostri lavori, la nostra economia, la nostra vita. Per questo va messo all’angolo, marginalizzato nel tentativo di fare proseliti e rassicurato. E’ interesse di tutti che la campagna vaccinale prosegua con ordine e speranza. Anche perché quando ci saranno abbastanza dosi di vaccino non ci sarà spazio per negazionismi e paure perché scatterà l’obbligo di vaccinazione per tutti. Cerchiamo quindi di vivere meglio il presente perché qualsiasi rappresentazione alternativa della realtà rappresenta solo un danno, un’angoscia immotivata e rischia di creare disordine e malessere. Evviva AstraZeneca!

Fisioterapy Center 800x120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
Fune 300x300
POST FB 02
monastero interno
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
Onda
lafune_300 x 600
domenicale post