La democrazia si basa sul censo, anche a Viterbo
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Lo dimostra il caso Moltoni, anzi il caso Tofani-Moltoni. Dico questo perché la vicenda dell’incompatibilità di Francesco Moltoni con il proprio ruolo di consigliere grida vendetta.

Il caso Moltoni ci ha insegnato ieri una cosa: che anche far politica in un piccolo comune (stiamoci, Viterbo questo è) è roba per ricchi, per persone che campano del loro. Lo dimostra il caso Moltoni. Dico questo perché la vicenda dell’incompatibilità di Francesco Moltoni con il proprio ruolo di consigliere grida vendetta. E non parlo qui delle vicende politiche sulle quali ciascuno può avere una propria idea, ma soprattutto per quello che ci dimostra.

Maurizio Tofani e Francesco Moltoni infatti qualche mese fa erano nella stessa situazione: ovvero quella di dover pagare 80mila euro ciascuno per una delicata vicenda di giustizia contabile. Senza dolo avevano votato una delibera di giunta con i pareri tecnici favorevoli, delibera poi giudicata lesiva degli interessi del Comune da parte della Corte dei Conti e per la quale sono stati chiamati a pagare il risarcimento. Dovuto o non dovuto, questo fatto ci spiega che la Democrazia in questo paese è ormai elitaria.

Oggi il fu caso Tofani-Moltoni è diventato solamente il caso Moltoni. Perché? Solamente perché Maurizio Tofani ha potuto pagare gli 80mila euro dovuti al Comune, mentre Francesco Moltoni no. Moltoni ha infatti chiesto di poterli rateizzare. Soluzione possibile, ma che non andrebbe comunque bene: rateizzando il debito Moltoni infatti sarebbe comunque incompatibile.

Ecco. Questo significa che la democrazia in questo paese di fatto non esiste. O è monca. Perché non garantisce a tutti le stesse cose. Quanti di voi avrebbero potuto mettere tutti quei soldi sul piatto senza batter ciglio? Spero che siate in tanti a rispondere “io sì”, ma ho paura che siete davvero pochi.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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