La cupola ritrovata e quella luce che non s'era mai vista: Viterbo riabbraccia il suo Santuario
santuario
800x120 (1)
La settimana si apre sotto i migliori auspici, illuminata da quelle finestre della cupola che, per la prima volta nella storia, ieri sera hanno iniziato a risplendere nel buio.

VITERBO – Per la prima volta,sabatoi sera, le finestre della cupola del santuario di Santa Rosa si sono accese, trasformandosi in un faro inedito, un nuovo e vibrante punto luminoso improvvisamente visibile da ogni angolo della città. Come se il santuario avesse aperto gli occhi dopo un lungo sonno.

Per mesi quel cielo sopra la chiesa è stato violato da impalcature, da sguardi ansiosi, dal timore sordo che i ponteggi potessero restare lì, muti e ostili, proprio quando la città si preparava alla sua notte più grande, quella in cui la pietra e il buio si accendono della luce della Macchina.

Invece no. Il miracolo laico e devoto della celerità si è compiuto. I lavori alla cupola centrale sono finiti prima del previsto, come per una misteriosa e benevola intesa segreta tra le braccia operose degli uomini e la grazia della piccola Santa. E così, sabato pomeriggio, la porta si è spalancata di nuovo.

Non è stata una riapertura qualunque. C’era un’attesa quasi trepidante nell’aria densa di fine estate, quella che a Viterbo sa già di cera sciolta, di torce pronte e di batticuore. Sotto le navate, a sancire il ritorno alla normalità, si è stretta l’intera città: c’erano i fedeli col fiato sospeso, le autorità civili e militari, il prefetto Sergio Pomponio, il questore Giorgio Di Murro, il presidente della Provincia Alessandro Romoli e la sindaca Chiara Frontini. E poi loro, i custodi della tradizione e del prodigio: il presidente del Sodalizio dei Facchini Massimo Mecarini e il capo facchino Luigi Aspromonte, con gli occhi già rivolti in alto, là dove la cupola è tornata a respirare.

A benedire il ritorno alla luce è stato il vescovo Orazio Francesco Piazza, celebrando una messa che sapeva di liberazione. E dalle labbra del vescovo è sgorgato il commento che tutti pensavano: nessuno ci sperava davvero così presto. I calcoli parlavano di mesi più lunghi, di un’attesa che avrebbe potuto sfiorare e forse oltrepassare i giorni fatidici del 3 settembre. E invece la collaborazione, il sudore, la sinergia silenziosa dei cantieri hanno battuto il tempo sul tempo. Un grande lavoro di squadra che ha restituito alla città il suo scrigno prima che la festa abbia inizio.

Fuori, la città comincia già a fremere. La settimana si apre sotto i migliori auspici, illuminata da quelle finestre della cupola che, per la prima volta nella storia, ieri sera hanno iniziato a risplendere nel buio. Quando la settimana prossima i Facchini si caricheranno sulle spalle il peso della fede e della storia, passando davanti a quel santuario finalmente integro e radioso, non ci saranno solo luci e applausi. Ci sarà la consapevolezza che, ancora una volta, Viterbo ha saputo ricucire le sue ferite e rimettere la sua bellezza esattamente dove deve stare: a guardare il cielo.

lafune_800 x 120
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Onda
asvis 2
aiac_banner_01
monastero interno
domenicale post
Fune 300x300
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
Masicar300x300-optimize
Jeep_Compass_apex_300x300_200
POST FB 02
lafune_300 x 600