La Commissione d'inchiesta sui rifiuti: più no, che sì
Michelini parte civile
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La maggioranza pare avere le idee più chiare di quel che dovrebbe sulla vicenda giudiziaria che si è aperta sulla questione dei rifiuti. La nota del sindaco Leonardo Michelini di ieri indirizzata al suo predecessore Giulio Marini infatti mette la parola fine sull'ipotesi di una commissione che vagliasse le responsabilità politiche della vicenda.

Questa Commissione d’inchiesta non s’ha da fare. La maggioranza pare avere le idee più chiare di quel che dovrebbe sulla vicenda giudiziaria che si è aperta sulla questione dei rifiuti. La nota del sindaco Leonardo Michelini di ieri (leggi qui) indirizzata al suo predecessore Giulio Marini infatti mette la parola fine sull’ipotesi di una commissione che vagliasse le responsabilità politiche della vicenda.

Sarà infatti la magistratura e solo questa a definire le responsabilità. Responsabilità però non politiche. Non la pensano così dalla maggioranza, dove è difficile sentirsi dire qualche cosa sulla vicenda. Ad esprimersi è stato invece Paolo Moricoli che in diretta su Sbottonati, ieri mattina, ha fatto capire l’orientamento suo e dei suoi alleati. In soldoni, la Commissione difficilmente verrà avallata.

In questi giorni di caos nei quali in ogni momento cambia la prospettiva delle vicende, però, qualcosa potrebbe cambiare e mai dire mai. Quel che è certo ad oggi è il silenzio tombale della maggioranza. A parte le due conferenze stampa di Michelini e la lettera “Marini stai sereno”, infatti, il Partito Democratico, Oltre Le Mura e tutti gli altri non hanno scritto o detto nulla.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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