Città divisa sul calcinculo a Fontana Grande. Critiche da Chiara Frontini
Fontana Grande Calcinculo
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Per Chiara Frontini "anche uno schiaffio anche a tutte le norme di sicurezza sul lavoro. Se si sfondava la piazza la riempivano di palloncini"?

Calcinculo sì, calcinculo no? Tra i contrari anche la consigliera Chiara Frontini. Sta facendo discutere in città la scelta di Caffeina di portare a piazza Fontana Grande, al fianco di una delle Fontane più importanti della storia viterbese già adottata da un noto giornale (qui) e al centro di campagne per il salvataggio, una classica giostra da luna park denominata “Calcinculo” (scopri perché qui).

“La cultura uccide la storia – ha scritto la consigliera di Viterbo2020 – un pugno in faccia ad una delle fontane e delle piazze più belle e significative di Viterbo. Penso che Caffeina sia un valore aggiunto per questa città e non l’ho mai taciuto. Ma Filippo Rossi questo te lo potevi proprio risparmiare!”

A spiegare la scelta della giostra è stato lo stesso Filippo Rossi nei giorni scorsi. “È un simbolo del divertimento e della spensieratezza anni Sessanta – ha affermato il direttore artistico di Caffeina Filippo Rossi (da Tusciaweb) -. Un modo per dire che la cultura non è necessariamente noiosa”. Una presenza comunque fondamentale quella della giostra per gli organizzatori di Caffeina dalla quale hanno preso lo slogan #calcinculo e da cui sono partiti per realizzare le grafiche del Festival stesso.

Per Chiara Frontini poi c’è “uno schiaffio anche a tutte le norme di sicurezza sul lavoro. In tutto il pomeriggio nessuno del comune che abbia fatto un mezzo controllo: se si sfondava la piazza con quel tir da non so quante tonnellate la riempivamo di palloncini?”

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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