La città per disabili e per bambini mai considerata a Palazzo dei Priori e la musica continua: esiste un solo progetto PNRR sull'accessibilità
piazza del comune
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VITERBO - Tutto questo rende la città un luogo arretrato, nella realtà dei fatti e nella visione.

VITERBO – Marciapiedi impraticabili e spesso progettati male, in maniera assurda, in barba ai bisogno di disabili motori in carrozzina o delle esigenze delle giovani famiglie che portano i propri bambini in carrozzina o passeggino. 

Luoghi d’interesse spesso inaccessibili per via delle barriere architettoniche. Anche autobus che in realtà dovrebbero essere dotati di quanto necessario per l’accesso disabili ma che, al momento dell’esigenza reale, non funzionano come dovrebbero. Il capoluogo della Tuscia non è una città per disabili e bambini piccoli. L’accessibilità è un tema sconosciuto, poco considerato e raramente praticato. Rari e sporadici i progetti in questa direzione e l’amministrazione Frontini conferma il trand: tra quelli sostenuti dai fondi PNRR c’è un solo progetto sull’accessibilità, quello in corso sul Museo dei Portici. 

Tutto questo rende la città un luogo arretrato, nella realtà dei fatti e nella visione. E ogni giorno tanti viterbesi vivono disagi assurdi e si trovano davanti all’impossibilità di vivere al meglio il territorio. 

 

 

 

 

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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