
VITERBO – Marciapiedi impraticabili e spesso progettati male, in maniera assurda, in barba ai bisogno di disabili motori in carrozzina o delle esigenze delle giovani famiglie che portano i propri bambini in carrozzina o passeggino.
Luoghi d’interesse spesso inaccessibili per via delle barriere architettoniche. Anche autobus che in realtà dovrebbero essere dotati di quanto necessario per l’accesso disabili ma che, al momento dell’esigenza reale, non funzionano come dovrebbero. Il capoluogo della Tuscia non è una città per disabili e bambini piccoli. L’accessibilità è un tema sconosciuto, poco considerato e raramente praticato. Rari e sporadici i progetti in questa direzione e l’amministrazione Frontini conferma il trand: tra quelli sostenuti dai fondi PNRR c’è un solo progetto sull’accessibilità, quello in corso sul Museo dei Portici.
Tutto questo rende la città un luogo arretrato, nella realtà dei fatti e nella visione. E ogni giorno tanti viterbesi vivono disagi assurdi e si trovano davanti all’impossibilità di vivere al meglio il territorio.


















