
EDITORIALE – La narrazione dello sfacelo si è sfarinata, è finita in frammenti. La città di Viterbo sta vivendo un periodo molto interessante, con buona pace dei disfattisti “pelosi”. Traduciamo la definizione “disfattista peloso”: colui che tende a costruire una narrazione negativa dell’esistente al fine di ergersi al possibile autore di un miglioramento in caso di suo protagonismo nei posti decisionali.
Andiamo avanti, che hanno fatto già perdere abbastanza tempo ed energie a tutti. Oggi la notizia di Tiziana Laureti prima donna e prima viterbese alla guida di Unitus. Ma al di là dell’essere donna ed essere viterbese la professoressa Laureti ha qualità intellettuali, culturali e umane che lasciano ben sperare per il futuro dell’Ateneo. In molti sono pronti a scommettere che sarà lei il rettore della svolta tanto attesa: quello della fusione università-città. Questo per sue qualità ma anche perché il passaggio è arrivato a maturazione attraverso la guida dei suoi predecessori.
Rimaniamo sui livelli alti. Non sappiamo ancora che risultati pratici potrà avere per il territorio ma un altro motivo per sorridere si chiama Antonella Sberna. Viterbo ha per la prima volta nella storia un vicepresidente del Parlamento Europeo e questo francamente è davvero un bel segnale. Di donna in donna arriviamo a Chiara Frontini, prima sindaca della storia e che di sorrisi alla città capoluogo ne sta regalando diversi. Ci dispiace per i detrattori ma parlano i fatti sotto gli occhi. Ed è inutile puntare gli zoom sull’erba alta perché quella è pagliuzza (tra l’altro risolta o in via di risoluzione) o sulla moschea che non c’è e non ci sarà mai nel centro storico (chi ne parla la vorrebbe tantissimo per costruire polemiche infinite e cavalcare tigri pericolose. Li invitiamo a leggere Coleridge per capire che fine fa chi cavalca una tigre). Frontini sta facendo sorridere Viterbo e nel suo operato sono riposte molte speranze: degli imprenditori che sperano in un territorio capace di dare più possibilità e dei cittadini in generale.
La città, nel suo complesso, appare migliore e più forte. Questa è una cosa che dovrebbe fare piacere a tutti, tranne ovviamente “ai disfattisti pelosi”. L’appalto del verde è roba risolta, l’appalto dei rifiuti pure, la città è un cantiere a cielo aperto (e anche qui i “disfattisti pelosi” hanno puntato il dito sul traffico generato dai cantieri, poveri noi quanta insipienza). Poi c’è la gente. Quella che sta tornando a uscire in centro (nonostante non manchi la narrazione che sia diventato un ghetto violento e pieno di stupratori e assassini), che ha voglia di iniziative ed eventi, che vuole vivere nei parchi. Ecco, i parchi cittadini sono in buona parte ancora messi male ma a breve sarà inaugurato un posto spettacolare come quello sopra Valle Faul. E comunque è in corso un piano di riqualificazione generale, che andrà per gradi.
L’argomento “centro storico” è nell’agenda della città e c’è un lavoro che, “disfattisti pelosi” a parte, è impossibile negare. L’argomento “asfaltature” è in svolgimento. Manca ancora all’appello un altro tema importante: “le terme”. Ma ci sono ragionevoli segnali che anche lì si cercherà di intervenire. Il tema “città turistica” è sdoganato. Ora c’è da fare un immenso lavoro di organizzazione e di costruzione del brand ma ci sono le condizioni per lavorare.
Tre donne che giocano a tre livelli diversi segnano la positiva storia del presente di Viterbo. Sberna in Europa porta in alto il nome della città e ci auguriamo e ne siamo convinti riuscirà a costruire crescita anche per la Tuscia. Nelle mani del nuovo rettore Laureti riponiamo la fiducia di una piena integrazione città-università. Frontini è delle tre quella di cui è possibile vedere di più, non perché migliore o peggiore delle altre (confronto che non ha neanche senso) ma perché ricopre il ruolo di sindaco. Fatto che la mette nelle condizioni di incidere in maniera seria e concreta sulla vita dei cittadini.
Tre figlie di Viterbo destinate a un lungo cammino. Una combinazione, la loro, di fatti ed eventi che ha già polverizzato e sta mandando in frantumi la narrativa del pessimismo cosmico. Le difficoltà ci sono? Quante ne vogliamo. Ma c’è un lavoro, un’intelligenza, una dedizione alle cose che siamo convinti non mancheranno anche per il futuro. Siamo convinti che sapranno collaborare e questo potenzierà i risultati. La città può sorridere, sembra avere le carte in regola per giocare importanti partite.
Affinché vengano affrontate al meglio è importante che non manchi mai il pungolo della critica ma è altrettanto fondamentale che ogni viterbese faccia di tutto per togliere ossigeno alla cancrena della polemica. E lo fanno ogni giorno i bravi imprenditori che investono e scommettono sul centro storico e in generale. Gli artigiani che aprono laboratori e costruiscono il loro business esportando anche fuori i propri lavori, chi immagina di realizzare un albergo a cinque stelle, chi cerca capitali fuori Viterbo per generare investimenti. Conosciamo decine e centinaia di persone così e non smetteremo mai di sostenerli. Esiste un tempo delle chiacchiere e uno dei fatti. Il primo non porta da nessuna parte se non a sbattere, il secondo genera crescita.
Poi ognuno è libero di scegliere da quale parte stare: quella di un mondo “sfarinato” e autoreferenziale capace solo di giocare col brutto e la polemica o il mondo di chi cerca di costruire, tra difficoltà e fatiche, un futuro di speranza.


















