

EDITORIALE – L’età media dei positivi al Covid-19 in Italia scende a trenta anni. Nella provincia di Viterbo buona parte dei nuovi infetti sono del 2001, 19enni. Assistiamo a un ritorno, una vera e propria seconda ondata, d’importazione. Sia rispetto all’Italia nel suo complesso che nello specifico del Viterbese.
In questa fase i ragazzi stanno giocando il ruolo dei maggiori alleati del Coronavirus. Per questo c’è bisogno di parlare con loro e a loro, perché la comunicazione è l’unica via. A vent’anni il mondo gira sui contatti, è fatto di relazioni e più rapporti con altri hai e maggiori sono i rischi di contatto a cui ti esponi. Le famiglie sono chiamate a giocare un ruolo fondamentale ma non sono l’unico attore. Anche un giornale può fare il suo e il nostro giornale riesce a parlare abbastanza bene alle nuove generazioni. I dati statistici degli accessi ci danno questa indicazione e quindi La Fune vuole invitare tutti i ragazzi del Viterbese ad avere un comportamento adeguato.
Indossare la mascherina è la prima regola. Igienizzare spesso le mani la seconda. Una partita giocabile senza grandi sforzi e che può fare la differenza. Non farlo equivale a rischiare di portare il virus dentro casa, giocando a una roulette russa che nessuno può sapere dove ci porterà. Ognuno di noi rischia di vivere giornate terribile per una leggerezza, mettendo a rischio la salute e la vita delle persone a noi più care. Poi c’è tutta la partita economica: più il Covid cresce e maggiori sono i rischi di danni seri con impoverimento e perdita di posti di lavoro.
Abbiamo tanto da difendere e proteggere: le nostre famiglie, i nostri affetti, i nostri redditi, il lavoro e il futuro. Tutte cose che ben valgono il costo di indossare la mascherina e lavarsi le mani. Su una cosa però non vogliamo starci: l’idea che questa seconda ondata sia da attribuire solo ai giovani. Purtroppo ci capita spesso di vedere persone in età avanzata girare senza protezioni individuali e rispondere male a chi glielo fa notare: “Non mi ha ammazzato la guerra mi fa paura il virus?”. Beh la risposta è naturalmente che il virus può fare anche quello in cui la guerra non è riuscita.

















