La cattiva accoglienza e i paesi all'esasperazione
Roberto Pomi
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Anche l'accoglienza di dieci ragazzi in fuga dalle torture e dalle guerra può creare malumori in un piccolo paese italiano. Questo perché tutto in questo stato è costruito male, per far fare business a pochi sulle spalle degli altri e senza dare vere soluzioni ai problemi.

Accoglienza, tema centrale in questi nostri tempi post moderni. Tempi di “guerracce” di “tagliagole”, di fughe dall’Africa. Tutto questo in una situazione brutta, parecchio brutta per l’Italia e tutti i suoi comuni. Il lavoro manca, quello che c’è è malpagato e il futuro è tutto da inventare.

In questo quadro la notizia dell’arrivo di 10 rifugiati a Canino fa casino tra la popolazione. La presenza di stranieri nel paesino è già alta, il 20% degli abitanti. Non mancano le tensioni, le paure ma anche i fatti spiacevoli: piccole risse, qualche furto in più.

Eppure gli stranieri, così come gli italiani, potrebbero essere una risorsa. Se solo ci fosse qualcuno in grado di progettare il futuro dei territori e coinvolgere le persone. E invece questi disperati sono un problema. Problema perché vengono semplicemente parcheggiati. Parcheggiati in luoghi dove non fanno niente. Anzi una cosa la fanno: permettono a chi gestisce il business dell’accoglienza di guadagnare, di passare all’incasso. E a pagare gli italiani.

Accoglienza malfatta che alimenta malumori e fastidi. Che funziona da combustile per il razzismo degli imbecilli, che rende un problema anche l’accoglienza di dieci ragazzi.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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