
Accoglienza, tema centrale in questi nostri tempi post moderni. Tempi di “guerracce” di “tagliagole”, di fughe dall’Africa. Tutto questo in una situazione brutta, parecchio brutta per l’Italia e tutti i suoi comuni. Il lavoro manca, quello che c’è è malpagato e il futuro è tutto da inventare.
In questo quadro la notizia dell’arrivo di 10 rifugiati a Canino fa casino tra la popolazione. La presenza di stranieri nel paesino è già alta, il 20% degli abitanti. Non mancano le tensioni, le paure ma anche i fatti spiacevoli: piccole risse, qualche furto in più.
Eppure gli stranieri, così come gli italiani, potrebbero essere una risorsa. Se solo ci fosse qualcuno in grado di progettare il futuro dei territori e coinvolgere le persone. E invece questi disperati sono un problema. Problema perché vengono semplicemente parcheggiati. Parcheggiati in luoghi dove non fanno niente. Anzi una cosa la fanno: permettono a chi gestisce il business dell’accoglienza di guadagnare, di passare all’incasso. E a pagare gli italiani.
Accoglienza malfatta che alimenta malumori e fastidi. Che funziona da combustile per il razzismo degli imbecilli, che rende un problema anche l’accoglienza di dieci ragazzi.


















