La Cassia bis non sarà sistemata e Silvia Blasi interroga la Regione: "Strada e segnaletica nel degrado"
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La portavoce dei Cinquestelle ha portato all’attenzione del Consiglio e della Giunta regionale quello che prima i cittadini poi questo giornale hanno urlato da tempo ai quattro venti: ovvero che la Cassia Bis non garantisce i livelli di sicurezza minimi per un paese civile.

La mancanza di sicurezza sulla Cassia Bis finisce in una interrogazione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Blasi. La portavoce dei Cinquestelle ha portato all’attenzione del Consiglio e della Giunta regionale quello che prima i cittadini poi questo giornale (qui e qui) hanno urlato da tempo ai quattro venti: ovvero che la strada regionale Cassia Veientana aka Cassia Bis non garantisce i livelli di sicurezza minimi per un paese civile.

“Chiunque percorra quotidianamente la Cassia Bis – dice Silvia Blasi – non può fare a meno di notare lo stato di degrado delle piazzole di emergenza, del manto stradale e della segnaletica, ma – aggiunge – ma non sono previsti interventi di manutenzione, come dimostrato dall’assenza della Cassia Bis dalla lista delle strade interessate dai lavori dell’Astral”.

Il Movimento 5 Stelle ha così depositato in Regione una interrogazione all’assessore Refrigeri per capire se esista una agenda per gli interventi su quell’arteria, utilizzata anche da migliaia di lavoratori pendolari residenti nella provincia e nel comune di Viterbo, che non hanno alternative, “visto lo stato della linea ferroviaria e del servizio Cotral”.

“Il degrado in cui la regione ha abbandonato questa indispensabile arteria rende ancora più difficile raggiungere Roma dalla provincia di Viterbo ed è dovere dell’amministrazione regionale, e soprattutto di Astral, far viaggiare in sicurezza pendolari e turisti attraverso alcuni dei paesaggi più belli di Italia, deturpati dai mucchi di rifiuti accumulati nelle cunette e ai bordi della carreggiata.”

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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