

VITERBO – Il termometro, questo implacabile censore delle nostre giornate, ha deciso di darci un avvertimento. Dopo un fine settimana passato a guardarsi alle spalle, tra la cautela e l’indolenza di un livello di pre-allerta che sapeva di tregua armata, ecco che da domani, lunedì 13 luglio, la Tuscia si risveglia sotto il vessillo del «livello 2».
Una dicitura burocratica, gelida nella sua precisione ministeriale, che nasconde però una realtà ben più torrida: 36 gradi all’ombra. Viterbo, la nostra antica e severa città dei Papi, si prepara dunque a un confronto diretto con la canicola. Non è, si badi bene, la prima volta che il cielo sopra i tetti medievali si fa di piombo, né sarà l’ultima.
Ma c’è in questo bollettino sanitario, che ci avverte del pericolo per gli anziani, per i piùpiccoli, per chi porta il peso di un corpo già affaticato dagli anni, qualcosa che richiama alla nostra elementare responsabilità di uomini. Il Ministero della Salute, nelle sue tabelle, prevede per domani una progressione che non ammette distrazioni: 24 gradi alle otto del mattino, già una sentenza, per poi planare verso il culmine delle quattordici, dove il mercurio toccherà vette che la nostra pigrizia spererebbe solo di leggere sui libri di meteorologia. Il percepito, che è poi la verità che sente la pelle, ci assicura che il conto sarà salato.
Cosa fare? I consigli sono quelli di sempre, di una saggezza antica e disarmante: bere acqua, vestirsi di chiaro, evitare il sole quando picchia a picco, avere un occhio di riguardo per chi vive solo, come se la solitudine fosse una malattia che il calore rende acuta. Raccomandazioni che sembrano ovvie, quasi banali, e che pure, nel nostro correre quotidiano, spesso dimentichiamo di onorare. Limitare l’attività fisica, dice il bollettino. E in effetti, varrebbe la pena di fermarsi a riflettere — nel senso più nobile e meno sudato del termine — su quanto le nostre comunità siano ancora capaci di proteggere i propri membri più fragili senza bisogno di un’allerta ministeriale.
Il caldo passa, è un visitatore molesto ma transitorio. Ciò che resta, anche dopo che il termometro sarà tornato a miti consigli, è la cura che avremo saputo avere gli uni per gli altri. Domani Viterbo suda. Ma se riusciremo a non lasciare nessuno indietro lungo la via, forse questa canicola sarà soltanto un altro capitolo da archiviare tra le memorie dell’estate, senza troppi rimpianti.



















