La Calza più lunga del mondo sulle spalle delle Befane (e dei Befani) viterbesi. Successo di folla e calze piene di solidarietà (le foto)
Foto Calza Befana più lunga del mondo Viterbo 2025
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VITERBO - Il tratto "a braccia" è stato quello Via Cavour - Piazza San Faustino, la parte iniziale e finale del trasporto iè stato sostenuto dalle mitiche Cinquecento.

[ngg src=”galleries” ids=”636″ display=”basic_slideshow”](Foto Ezio Cairoli) VITERBO – I viterbesi festeggiano l’arrivo della Befana con il passaggio della Calza più lunga del mondo. 52 metri di magia che questo popolo di trasportatori ha fatto sfilare per le strade del capoluogo. Cento befane e 15 Fiat 500 storiche hanno fatto da motore a questo rito con cui a Viterbo sono ormai soliti salutare l’inizio del nuovo anno e soprattutto festeggiare l’arrivo dell’Epifania. 

Il 2025 è l’anno del 23esimo trasporto, un’idea nata nel quartiere Pilastro (all’interno del centro polivalente) poi fiorita e diventata patrimonio di tutti. Come testimoniano ogni anno le migliaia di cittadini che si riversano nelle strade e piazze toccate dal percorso per assistere e partecipare allo spettacolo. 

Un trasporto particolarmente bello quello di quest’anno dove, a causa del cantiere di piazza del Comune, per buona parte la Calzona delle meraviglie si è mossa sulle spalle delle Befane (e dei Befani). Il tratto “a braccia” è stato quello Via Cavour – Piazza San Faustino, la parte iniziale e finale del trasporto invece è stato sostenuto dalle rombanti e mitiche Cinquecento.

La sfilata è stata accompagnata e sostenuta dalla musica dell’Associazione Culturale Pilastro e dall’esibizione degli sbandieratori. Presenti anche le majorettes di Grotte Santo Stefano e per la prima volta è stato suonato l’inno dell’evento che porta la firma del maestro Pierluigi De Santis. 

A sfilare nei panni di Befana anche la prima cittadina Chiara Frontini e diversi assessori e consiglieri comunali. Caramelle gratis per tutti e calze in vendita per un ricavato da destinare ad azioni di solidarietà. Partenza da Porta Romana (15.30), arrivo su viale Bruno Buozzi, là dove tutto è nato. 

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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