La "bomba sociale" di San Faustino sulla tv nazionale: "Qui c'è spaccio, alcol, violenza"
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VITERBO - Ci domandiamo come chi rappresenta lo stato possa tollerare tutto questo. Come possa essere tollerato da Prefetto, Questore, Sindaco. Anche perché, lo sanno tutti, tra quei vicoli si compiono reati e sono proprio quei reati che permettono a certe persone di rimanere lì.

VITERBO – “Una bomba sociale”, così definisce il quartiere di San Faustino un residente ai microfoni di ‘Fuori dal Coro’, la trasmissione di Rete 4 diretta da Mario Giordano. 

“Qui c’è spaccio, alcol violenza”, racconta un’altra signora. Ma la parte più toccante del servizio andato in onda è quando viene raccontata la storia di una viterbese di 80 anni uscita di casa per andare in ospedale. Quando è tornata ha trovato la sua vecchia porta sostituita da un portone blindato e la sua casa passata nelle mani di occupanti. Le hanno buttato via tutti i ricordi di una vita. 

L’intollerabile vive in questa parte della città, perlomeno in alcuni punti di esso. La violenza è la cifra della quotidianità. La violenza di chi occupa le case e fa saltare in aria lo stato di diritto buttando semplicemente giù una porta. La violenza di chi costringe al silenzio e all’omertà i vicini, che hanno una sola possibilità forse di non avere guai e subire aggressioni: farsi gli affari propri. Mentalità mafiosa e criminalità di strada in un quartiere che fino agli anni Ottanta era vitale, sereno, una sorta di paese. 

Ci domandiamo come chi rappresenta lo stato possa tollerare tutto questo. Come possa essere tollerato da Prefetto, Questore, Sindaco. Anche perché, lo sanno tutti, tra quei vicoli si compiono reati e sono proprio quei reati che permettono a certe persone di rimanere lì, stroncare ogni tipo di reato (dallo spaccio alla prostituzione) toglierebbe il nutrimento e costringerebbe i delinquenti ad andarsene restituendo il quartiere alla normalità e alla pace sociale che oggi viene negata. 

 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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