La bomba - Fotovoltaici comunali, in passato furono realizzati ma non avrebbero funzionato davvero per venti anni. Possibile danno erariale per milioni di euro
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VITERBO - Possibile che nessuno si sia accorto?

VITERBO – Nel 2003, per chi ha memoria, il Comune di Viterbo pagò circa mezzo milione di euro per la realizzazione di tre impianti fotovoltaici installati sui tetti delle scuole Egidi, Grandori e sugli uffici comunali di via Garbini. Una bella somma sottratta dal bilancio comunale sembrerebbe per non produrre niente. 

Sì perché per lunghissimi anni, fino a oggi che si è resa necessaria la sostituzione degli stessi (con relativi costi di smaltimento?) con pannelli di nuova generazione, sembrerebbe che niente abbia funzionato come avrebbe dovuto.

Parliamo di tre impianti da 20kWh ognuno. Un totale quindi di 60kWh che avrebbero dovuto produrre, facendo il conto della serva attraverso semplici tabelle reperibili sul web, un qualcosa come 78mila chilowatt all’anno. Al costo di 0,60 centesimi, che era l’incentivo riconosciuto nel primo piano energia, parliamo di 46.800 euro all’anno e di 936mila euro in venti anni (dal 2003 al 2023 infatti sono esattamente venti anni). 

La domanda che ci facciamo è la seguente, magari anche la Procura vorrà andare a verificare, questi soldi sono stati davvero incassati da Palazzo dei Priori? Sembrerebbe di no perché la posizione dei tre impianti non sarebbe mai stata caricata come si doveva sul sistema GSE. 

Un fiume di energia prodotta dagli impianti pagati mezzo milione di euro dal Comune di Viterbo e mai incassata dallo stesso ente. Che qualcosa sopra i cieli del Comune non stesse funzionando a dovere era emerso già in passato ma la questione non è stata mai davvero approfondita. Fino a oggi quando Palazzo dei Priori arriva a sostituire impianti ormai obsoleti. 

Ricapitolando e specificando che sarebbe necessaria una perizia di un tecnico per quantificare esattamente il tutto emerge che il Comune ha speso venti anni fa mezzo milione e ha perso circa un milione di energia che l’impianto doveva immettere in rete generando incassi per l’ente di via Ascenzi. 

Possibile che nessuno si sia mai accorto di questo? Eppure quell’energia poteva essere trasformata in parchi pubblici dignitosi, servizi agli anziani, servizi a persone in difficoltà, incentivi all’imprenditoria, eventi culturali e formativi. 

 

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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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