
EDITORIALE – Questo sabato 4 ottobre, giorno di San Francesco (tenete a mente, poi capirete), arriva a Viterbo uno dei più grandi scrittori francesi viventi: Olivier Guez. Tra l’altro anche giornalista per Le Monde e New York Times. E’ l’ultimo regalo, in ordine cronologico, che la Biblioteca Consorziale fa a questa città.
‘La Biblioteca Incontra’, negli anni e forse mai con la giusta visibilità, ha portato su questo nostro strambo territorio eccellenza, qualità, ingegno, intelligenza. Tutte sostanza di cui c’è disperatamente bisogno. Roba forte che accende e fa crescere tutto. Oggi sappiamo che il commissario Pelliccia farà delle dichiarazioni. Non ne conosciamo la natura e ci dispiace per i maniaci del complotto: non scriviamo perché sappiamo o c’è una strategia comune. No. Il sottoscritto e Pelliccia non si parlano da mesi ma credo che le menti comunichino anche telepaticamente, anche se distanti, anche se impegnate su cose diverse.
Vogliamo scrivere questo intervento, a poche ore dall’arrivo del grande scrittore francese, perché riteniamo siano maturi i tempi per aprire una nuova riflessione e prospettiva sulla Biblioteca e sul ruolo della biblioteca in questa città di Viterbo. Quello è uno spazio che funziona da anni, un’eccellenza. Nonostante nessuno abbia mosso un dito, attendiamo smentite, per dare a questa istituzione fondamentale, spazi fisici maggiormente importanti e interessanti.
Ma oggi scriviamo per suggerire al commissario Pelliccia e per mettere sul tavolo della città una questione. Anzi: una domanda. Perché le estati viterbesi sono inzeppate di festival, in realtà si tratta di rassegne che si fanno chiamare impropriamente festival, e invece non si pensa di creare una bella, grande e intelligente manifestazione ideata, coordinata e realizzata dalla Biblioteca Consorziale?
Ci scusino tutti ma vogliamo chiedere una cosa che gli onesti reputeranno banale: dove lo troviamo un direttore di festival come Paolo Pelliccia? Ha portato nomi clamorosi, che nessuno di quelli su piazza nello stesso settore o nei limitrofi, ha mai portato a Viterbo. E soprattutto mentre molti pagano “le comparsate” per Pelliccia vengono gratuitamente. ‘La Biblioteca Incontra’ non paga gli ospiti.
Allora oggi scriviamo per mettere sul tavolo della città questa domanda: a quando un grande Festival estivo di cultura nel centro storico ideato e organizzato dalla Biblioteca? Quale sarà il sindaco intelligente e coraggioso pronto a fare questa scommessa? Poi gli altri “Festival” potranno anche esserci, saremo sempre per il libero mercato, ma con i soldi degli sponsor conquistati “per la qualità del prodotto” sul libero mercato. I soldi pubblici vadano al Consorzio Biblioteche per un grande festival vero in estate.
Dopotutto questa città, ancora orfana di Caffeina, dovrà pure ritrovare una sua dimensione significativa nella cultura. A questo punto veniamo a Pelliccia. Caro commissario a te lanciamo questa sfida, che speriamo tu voglia raccogliere, di impegnarti e batterti (come sai fare) per conquistare alla Biblioteca uno spazio di piazza, che funzioni anche come volano pubblicitario per la biblioteca stessa. Vogliamo sapere, questa la sfida che ti lanciamo, che tutti i viterbesi hanno in tasca la tessera per venire a prendere i libri. Vogliamo capire che i viterbesi abbiano iniziato a leggere e a vivere la cultura. Questa è la sfida per te.
E poi ne lanciamo una seconda: i bambini. Porta la Biblioteca nelle scuole e nei parchi cittadini, nei disgraziati parchi cittadini. La tua presenza e quella dei tuoi libri sarà, ne siamo convinti, stimolo e pungolo affinché i giochi non siano sempre rotti, l’erba sempre alta, le bottiglie di birra vuote sempre presenti e i soggetti poco raccomandabili batteranno alla larga.
Hai fatto molto per la Biblioteca consorziale ma agli uomini e alle donne che fanno, questo è il loro destino, si chiede sempre di dare di più. Dal canto nostro siamo a disposizione della Biblioteca gratuitamente per promuovere le iniziative.


















