


BIBLIOTECA – Succede, in questo luglio che scotta come un ferro da stiro lasciato acceso sul selciato, che gli uomini si ricordino di aver un’anima. Non succede spesso, badate bene, perché di solito siamo troppo occupati a contare i grani del rosario dell’economia o a chiederci perché il vicino ha il grano più alto del nostro. Ma venerdì prossimo, il 3 di luglio, alla Biblioteca di viale Trento, c’è da fare un mestiere diverso.
Don Paolo Alliata, che viene da Milano — un posto dove corrono tutti ma non sempre sanno dove stanno andando — si siede a tavolino con il commissario Paolo Pelliccia. E parlano. Non parlano di bilanci, né di tasse, né di chi ha torto o ragione al Consiglio comunale. Parlano di un libro, “Nel tempo di Dio”, che è fatto di poesia e di preghiera, due cose che in questo secolo di plastica sembrano arnesi vecchi da soffitta, ma che invece sono le uniche che tengono insieme il mondo quando le fondamenta scricchiolano.
L’appuntamento è per le 17.30 nella sala “Vincenzo Cardarelli”. Ma, per chi vuole portarsi avanti col lavoro dello spirito e anche un po’ con quello terreno, alle 16 c’è la “fiera del libro”. Si mettono in fila i volumi, belli, di carta buona che profuma di bosco, e chi vuole ne prende uno. Non per riempire gli scaffali a far bella figura con gli ospiti, ma per trovare, tra le pagine, un pezzetto di quella saggezza che serve a campare meglio.
Don Alliata, che è uno che ha masticato i classici e ha capito che anche in un film o in un verso di Rilke o di Turoldo si può sentir soffiare lo Spirito, ci insegna a marcare le “Ore”. Perché la vita non è una linea retta che va dalla nascita alla tomba, ma è un cerchio che si rinnova dal Mattutino alla Compieta. È il meriggiare dell’Ora Media, quando il sole è alto e sembra che la vita si fermi a riprendere fiato.
In un tempo in cui tutti gridano, c’è chi sceglie di sussurrare la poesia. E se proprio non potete farcela, se il lavoro o la pigrizia vi tengono le gambe incatenate a casa, sappiate che c’è la tecnologia — quella buona, stavolta — che vi porta la diretta sul canale YouTube della Biblioteca.
Andateci, se potete. Perché se l’anima, come dicono, è piena di canto, è proprio nelle ore di quiete che bisogna imparare a liberarlo. Altrimenti, a furia di star zitti con noi stessi, finiamo per diventare sordi pure al richiamo del campanile.
















